Il giallo dei dischetti di plastica in spiaggia: c’è una pista  

Scritto da il 18 marzo 2018

Il giallo dei dischetti di plastica in spiaggia: c'è una pista

(Foto Facebook Clean Sea Life)

Pubblicato il: 19/03/2018 14:18

E’ giallo sulle migliaia di dischetti di plastica, del diametro di circa 5 cm, che hanno invaso il litorale del Tirreno per km, dalla Campania alla Feniglia, in Toscana, passando per il Lazio (tra le ultime segnalazioni quelle provenienti da Ladispoli) e isole comprese. Da dove arrivino e cosa siano, ancora non è dato saperlo: inizialmente si è pensato alle capsule del caffè, ma dovrebbe trattarsi, stando alle ultime ipotesi, dei filtri utilizzati nelle vasche di decantazione dei depuratori, proprio nell’ultimo passaggio prima che l’acqua dal depuratore finisca in mare. E le indagini si starebbero concentrando nel napoletano, probabilmente sono partiti proprio da lì per poi risalire poi la costa.

“Al di sotto di questa area geografica, infatti, al momento non sarebbero stati rinvenuti i dischetti – dice all’Adnkronos Rosalba Giugni, presidente di Marevivo, associazione che sta seguendo la vicenda – però, chissà per quanti giorni hanno galleggiato e poi ci sono state le mareggiate…”. A destare perplessità anche la quantità di questi dischetti: forse sono troppi per provenire da un unico depuratore. “A questo punto – commenta Giugni – potrebbe trattarsi del carico di un container, come avvenne con la vicenda delle paperelle di plastica. Che però paradossalmente all’epoca furono molto utili perché galleggiavano e aiutarono a studiare le correnti”.

“Stiamo pattugliando le spiagge sul versante tirrenico per capire la distribuzione del fenomeno grazie anche a centinaia di cittadini che ci stanno dando una mano”, spiega all’Adnkronos Serena Carpentieri, vicedirettrice di Legambiente che sta seguendo la situazione grazie anche alle segnalazioni che arrivano dai gruppi locali e dai circoli del versante tirrenico. Carpentieri ha lanciato un appello invitando tutti i cittadini a segnalare ritrovamenti, piccoli e grandi che siano, sulla pagina Facebook e sul sito del progetto Clean Sea Life ( http://cleansealife.it/). Tuttavia, tutto resta ancora da valutare.

Intanto il Codacons ha presentato un esposto alle Procure della Repubblica di Napoli, Salerno, Latina, Roma, Civitavecchia e Grosseto chiedendo di “aprire indagini urgenti sul territorio alla luce del reato di disastro ambientale“. “E’ necessario accertare le responsabilità che si celano dietro alla vicenda, avviando le dovute indagini per i reati ambientali previsti dal nostro ordinamento – spiega il presidente Carlo Rienzi – In particolare chiediamo alle Procure di procedere al momento contro ignoti per la fattispecie di disastro ambientale, in relazione agli enormi danni subiti dalla flora, dalla fauna e dal paesaggio delle coste invase dai dischetti di plastica. Una volta individuati i responsabili, verso costoro dovrà essere disposta la misura dell’arresto in carcere considerata la gravità della situazione su numerose spiagge e le conseguenze per il territorio”.


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