Il Salone del leasing al governo: “Serve continuità”  

Scritto da il 20 marzo 2018

Industria 4.0, il Salone del leasing al governo: Serve continuità

(Foto dal sito lease2018.com)

Pubblicato il: 21/03/2018 07:47

“Una sfida per consolidare un periodo veramente importante del settore, cresciuto a doppia cifra”. E’ questa l’idea da cui trae origine Lease 2018, il primo Salone del leasing e del noleggio, protagonista oggi e domani a Milano. “Il successo di adesione che sembra riscuotere è per noi una fonte di grande soddisfazione”, spiega Enrico Duranti, presidente Assilea al termine della prima giornata di lavori. Dopo un 2017 positivo, il primo bimestre del 2018 fa ben sperare.

Lo stipulato leasing del 2017 ha superato i 26,6 miliardi di euro, con una crescita del 12,9% rispetto al 2016; positiva la dinamica del numero dei contratti +10,1%. Nei primi due mesi del 2018 il leasing cresce del +9,9% in numero e del +12,7% in valore, i nuovi contratti raggiungono circa 130mila stipule per un valore complessivo di 4,6 miliardi. Nel bimestre gennaio-febbraio il leasing Strumentale mette a segno +17,5% nel numero e +22,2% in valore, trainato dal leasing finanziario (+30% in valore), che rappresenta oltre l’80% del totale del comparto.

Dinamica positiva anche per il comparto Automotive – autovetture, veicoli commerciali e industriali – con +7,5% di immatricolazioni e +9,5% in valore. Riprende a crescere l’Immobiliare (+16,2% in valore), in particolare grazie alla ripresa del sotto-comparto ‘costruito’ (+28,7% in valore). Il 22,4% del leasing finanziario strumentale del 2017, poco meno di 7,4 miliardi di euro in totale, è stato relativo proprio agli investimenti 4.0. Le imprese con investimenti 4.0 in leasing sono concentrate in Lombardia, per il 37%, seguita da Veneto (20,4%) ed Emilia Romagna (13,7%). In termini di settori, il primo è quello dei lavori di meccanica in generale (19,3%).

Il Salone affronta le nuove sfide del mercato. “La Sabatini ha avuto un riscontro impressionante, con un incremento del 70% e siamo a quasi mezzo miliardo di euro al mese di finanziamenti“, spiega Francesco Cuccia, capo della segreteria tecnica del Ministero dello Sviluppo economico. “Stiamo facendo un monitoraggio delle risorse per andare a finanziare tutto l’anno corrente, lasciando al 2019 tutte le carte in regola”. Per Ennio Manzi, partner di Italfinance, “Fondamentale è stato il combinato di Sabatini, Iper ammortamento e tassi bassi, che avvantaggia particolarmente le pmi, trasformando la gran parte della nostra manifattura”.

Dal super e iper ammortamento alla gestione dei nuovi bisogni della clientela, dall’evoluzione dei prodotti e dei canali distributivi alla business mobility, dai non performing exposures & non core assets ai principi contabili Ifrs 16, dall’innovazione nei servizi finanziari fino al nuovo leasing abitativo, alcuni dei temi al centro della due giorni. Oggi occhi puntati sui risvolti del piano Industria 4.0. Investimenti su cui Duranti chiede “continuità” al prossimo esecutivo.

“Il risultato delle iniziative governative, a partire dal fondo centrale di garanzia, ma anche il super e iper ammortamento e Industria 4.0 hanno suscitato grande interesse da parte degli imprenditori che hanno colto queste occasioni, soprattutto nelle regioni più industrializzate e manifatturiere del Paese”, spiega il presidente dell’associazione italiana leasing. Parole condivise dal Maurizio Giglioli, vice presidente Assilea, che mette l’accento sulla”discontinuità sul territorio dell’efficacia di queste misure: abbiamo un Nord che corre molto velocemente e un Centro-Sud che procede più a rilento. La necessità di consolidare queste misure a livello politico” va nella direzione di “rafforzare tutte le pmi che rappresentano il vero tessuto della ripresa economica del nostro Paese”.

Se bisogna far crescere i nostri imprenditori da un punto di vista culturale, anche per Carlo Robiglio, presidente Piccola Industria Confindustria, “Industria 4.0 e le riforme sono strumenti che certamente, in questo momento, possono essere essenziali, fondamentali e importantissimi di fronte di un Paese che vuol tornare a competere. Non bisogna disfare le riforme fatte, ma chiediamo sommessamente al governo di spingere su questa strada che tanto bene sta facendo al Paese, non solo alle imprese”.

Un concetto reso metafora da Alfredo Mariotti, direttore generale Ucimu Sistemi per produrre. “Ogni governo nuovo vuole dare discontinuità rispetto a prima, ma qui è come se fosse nato un bambino: se c’è da lavarlo laviamolo, però, non è che bisogna buttare via il bambino insieme all’acqua sporca”. Uno strumento che “ha dato forza al rilancio di tutto il settore”: la domanda italiana 2017 di macchine utensili “ha registrato una crescita del 10,6%, contro il 2,1% Ue e l’1,9% Mondo”.

Le aziende europee “dovranno sostenere la prova dei dazi e correre per la crescita. L’Italia sta sostenendo la sfida con le parole d’ordine ‘going global e going innovative’, confermando una importante crescita proprio negli investimenti per nuovi macchinari e un aumento degli incubatori con oltre 33 start-up dedicate alla open innovation”, ricorda Giovanni Ajassa, direttore Servizio studi Bnl gruppo Bnp Paribas.


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