In barca a vela contro il cancro  

Scritto da il 20 marzo 2018

In barca a vela contro il cancro

Foto dalla mostra ‘Pazienti a bordo’

Pubblicato il: 21/03/2018 14:41

Sono donne che sanno navigare in acque agitate. Tutte hanno dovuto affrontare la bufera che il cancro ha scatenato sulle loro vite, ne sono uscite in piedi e sono andate per mare, sfidando il vento e le onde per dire al mondo “ci sono ancora, sono viva e ho saputo rialzarmi”. Storie di 20 ‘Pazienti a bordo’, le protagoniste di un progetto che vede alleati l’università Statale di Milano e il Centro velico Caprera-Cvc, raccontato da una mostra allestita in ateneo. Partita nel 2017 con il contributo dell’Istituto europeo di oncologia-Ieo, l’iniziativa torna con una seconda edizione finanziata dalla Onlus We Will Care e diventa studio scientifico: arruolerà 150 donne reduci da un tumore, che da maggio a ottobre parteciperanno a 10 settimane di corso in barca nell’isola dell’arcipelago sardo di La Maddalena. In vacanza per guarire l’anima e aiutare la ricerca a misurare gli effetti della velaterapia.

Esposti nella cornice rinascimentale del Cortile del Filarete di via Festa del Perdono, visibili da oggi al 29 marzo con ingresso gratuito dalle 9 alle 19, ci sono una cinquantina di fotografie scattate dalle pazienti-veliste l’anno scorso durante la fase pilota del progetto e 3 pannelli con video e testimonianze. A parlare dell’esperienza vissuta, questa mattina in Statale c’erano anche alcune di loro. Al tavolo dei relatori la ‘portavoce’ Carmelina Ruggeri, insieme al rettore Gianluca Vago, al presidente del Cvc Paolo Martano e alla campionessa mondiale e olimpica di canoa Josefa Idem, che ha sottolineato il parallelismo fra il percorso di cura e l’attività sportiva in cui eccelle: il vento cambia, il mare è imprevedibile, ma per farcela bisogna imparare a tenere la rotta senza farsi travolgere, mettendo in gioco capacità che nemmeno si immaginava di avere.

Moderatrice dell’incontro la psiconcologa Gabriella Pravettoni, che nel 2015 ha firmato con Umberto Veronesi il libro ‘Senza paura. Vincere il tumore con la medicina della persona’. Un’opera-testamento in cui lo scienziato scomparso l’8 novembre 2016 lanciava un motto che le Pazienti a bordo hanno fatto proprio: “Vincere il cancro significa eliminarlo dal corpo, ma soprattutto dalla mente. Perché è lì che il nemico rischia di sopravvivere anche dopo la guarigione di organi, tessuti e cellule, e ci si libera davvero dal male quando si riesca a dire ‘ce l’ho fatta’”. Navigo ancora.

Nella loro avventura in barca a vela, spiegano i promotori del progetto, le donne sopravvissute al cancro “hanno trasformato la navigazione in un’esperienza di profonda ricostruzione emotiva dopo la malattia“. Ad accompagnarle gli istruttori Cvc e un team di psicologhe, che nel ‘bis’ dell’estate prossima saranno affiancati anche dagli studenti della Cattedra di Umanizzazione delle cure della Facoltà di Medicina della Statale meneghina. Lezioni di vita vera per i camici bianchi del futuro.

La ‘call for action’ rivolta alle 150 partecipanti da reclutare per la nuova edizione di Pazienti a bordo è scattata, rivolta a donne colpite da un cancro al seno, che abbiano terminato le terapie oncologiche: le interessate potranno candidarsi scrivendo una mail a [email protected], casella dell’Onlus nata nel 2016 per offrire supporto psicologico ai malati di tumore, valorizzandone le risorse e l’autonomia in ogni fase del percorso di cura. Risponderà una psicologa, che convocherà le aspiranti per un colloquio. Le prescelte dovranno pagare solo le spese di viaggio per Caprera, tutto il resto sarà gratuito grazie ai fondi raccolti da We Will Care e al contributo di Cvc. L’obiettivo dello studio scientifico è quello di “elaborare metodologie all’avanguardia volte al recupero emotivo di chi ha vissuto l’esperienza di un tumore”.

Il progetto è destinato a crescere. Vago e Martano condividono l’intenzione di rendere l’iniziativa ancora più solida e continuativa. Non solo: nell’ambito della partnership fra università degli Studi di Milano e Centro velico Caprera c’è anche l’ipotesi di riqualificare due palazzine della Marina militare situate vicine al Cvc, e di ospitarvi le attività di Biologia marina e Scienze ambientali della Statale. Sport e accademia si sposano per la ricerca.


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