Il dilemma del Pd   

Scritto da il 21 marzo 2018

Il dilemma del Pd

(Afp)

Pubblicato il: 22/03/2018 10:47

La partita per la scelta dei presidenti di Camera e Senato è ancora tutta da giocare. Il Pd, in attesa delle mosse di centrodestra e M5S, pensa a nuove strategie da mettere in campo. I dem sono a un bivio. Sembra perdere forza l’ipotesi dell’Aventino, si punta alla carta del dialogo a patto però di rientrare a tutti gli effetti nella partita.

Ieri il reggente Maurizio Martina ha convocato i big dem al Nazareno sia per la nomina dei capigruppo in Parlamento sia per l’elezione dei presidenti delle Camere. Intanto nel centrodestra le quotazioni di Paolo Romani come candidato alla presidenza del Senato sono tornate a crescere e dal Pd si fa sapere che le reazioni sono “positive”.

Ettore Rosato, ai microfoni di Circo Massimo su radio Capital, ha ribadito oggi la disponibilità al confronto da parte del Pd, chiarendo però che i dem non intendono restare all’angolo. M5S e FI ci hanno detto “abbiamo già deciso i presidenti di Camera e Senato, uno a Forza Italia e uno al M5s. Ci vediamo e ve lo diciamo – ha detto Rosato -. Così non va bene. Noi siamo disponibili al confronto e a ragionare insieme se si riparte da zero“.

Alle votazioni per eleggere i nuovi presidenti delle Camere, ha sottolineato l’esponente del Pd “non faremo come il M5s quando abbiamo votato Grasso e Boldrini, quando ci fu quasi una occupazione dell’aula. Avremo un atteggiamento responsabile, siamo in Parlamento, ma non sosterremo candidature che non sono condivise”.

“L’Aventino – ha concluso Rosato – non lo facciamo su nulla, né su questo né sul governo. Saremo all’opposizione in maniera leale come si fa quando si perdono le elezioni”.


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