Parlamento in stand-by  

Scritto da il 21 marzo 2018

Parlamento in stand-by Dalle 20 riunione dei capigruppo

(Fotogramma)

Pubblicato il: 22/03/2018 16:46

Tutto da rifare. L’accordo sulle presidenze di Camera e Senato alla vigilia della prima giornata di votazioni ancora non c’è. “Ci sono difficoltà“, scrive su Fb il leader del M5S Luigi Di Maio.

Dalle 20, intanto, è iniziata la riunione dei capigruppo negli uffici del Movimento presso il Palazzo dei Gruppi. Presenti Danilo Toninelli e Giulia Grillo per i Cinque Stelle; per la Lega Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga; per il Pd Maurizio Martina e Lorenzo Guerini; la delegazione di Fdi è invece composta da Fabio Rampelli, Ignazio La Russa e Guido Crosetto.

L’intesa che prevedeva che al centrodestra andasse la presidenza del Senato e al M5S quella della Camera si è infranto sul nome di Paolo Romani sul quale la coalizione risultata vincente dalle elezioni ha deciso di non retrocedere.

Il candidato premier del Movimento spiega così la situazione: “Il Pd si è rifiutato di partecipare al tavolo di concertazione proposto dal centrodestra, e lo stesso centrodestra continua a proporre la candidatura di Romani che per noi – ribadisce – è invotabile”. “Per questa ragione – continua – proponiamo un nuovo incontro tra i capigruppo di tutte le forze politiche per ristabilire un dialogo proficuo al fine di un corretto processo per l’individuazione delle figure di garanzia per le presidenze delle Camere”.

Matteo Salvini ,al termine della riunione dei deputati leghisti a Montecitorio, assicura: “Pur di risolvere la situazione faremo di tutto, tavoli e tavolini…“. “Se c’è da ridiscutere col Pd o coi 5 Stelle – spiega -, siamo disponibili a ridiscutere sia col Pd che coi 5 Stelle. Vogliono i gruppi? Ripartiamo dai gruppi. Non facciamo un problema di forma”.

Lo stallo delle trattative tra M5S e centrodestra potrebbe far rientrare in partita il Pd. Commentando le parole di Di Maio, Ettore Rosato dice: “Se si riparte da zero ci chiamino, andremo volentieri. Ma se hanno già deciso che una presidenza va al M5S e una al centrodestra che ci chiamano a fare? Se non è più così, Di Maio ce lo dica: non possono mica dare la colpa a noi se non riescono a mettersi d’accordo…”.

Intanto, è stata accantonata, durante la capigruppo informale che si è svolta alla Camera, l’ipotesi di chiedere un rinvio dell’aula per la votazioni del presidente a lunedì, slittando alla prossima settimana la seduta di sabato. Si va avanti come da programma ma l’accordo per le presidenze è ancora lontano.


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