Scoliosi dimenticata ma in aumento  

Scritto da il 21 marzo 2018

Scoliosi dimenticata ma in aumento

Adolescenti

Pubblicato il: 22/03/2018 13:22

Un male ‘passato di moda’, oggi sottovalutato e trascurato dai genitori ma che non è mai scomparso, anzi. “La scoliosi colpisce il 6-7% della popolazione, soprattutto le femmine, e si manifesta in età prepuberale. A preoccuparci è il fatto che negli ultimi tempi sono in aumento i casi che arrivano quando è quasi troppo tardi per un approccio non invasivo, e l’unica opzione resta l’intervento chirurgico“. Parola di Guido La Rosa, responsabile di Ortopedia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro (Rm), una struttura di riferimento che opera ogni anno 150 ragazzi e ne segue più di 1.500 “provenienti da tutto il Centro-Sud, e ora anche del Nord”.

“La scoliosi, se diagnosticata per tempo, si può curare con un protocollo di fisioterapia, attività fisica mirata e busto – dice l’esperto all’Adnkronos Salute – Negli ultimi tempi crescono però i casi ‘intercettati’ da pediatri e ortopedici quando è quasi troppo tardi. L’intervento chirurgico è sempre molto impegnativo. Eppure basterebbe una visita intorno ai 10 anni, o anche un controllo ‘domestico’, per rilevare il problema”. Cosa fare? “Occorre spogliare e far piegare in avanti il bambino o la bambina, controllando la schiena: se si nota una piccola asimmetria, spesso dal lato destro, con una parte più alta dell’altra, si tratta di scoliosi. Il consiglio è quello di rivolgersi al più presto al medico per attivare un percorso mirato”.

Il fatto è che spesso nella pre-adolescenza le bimbe ‘sfuggono’ al controllo dei genitori, perché “a quell’età fanno la doccia da sole. Così, in mancanza di una visita di controllo dal pediatra, a volte il problema si nota solo d’estate, al mare”. E scattano le accuse ai ‘soliti sospetti’. “Diciamolo una volta per tutte: lo zainetto – assicura La Rosa – non può procurare la scoliosi, l’hanno dimostrato diverse ricerche e anche il fatto che, in caso contrario, l’avrebbe l’89% dei ragazzi. Assolto anche il tennis, e persino la malocclusione, spesso tirata in ballo dai genitori”.

Ma allora cosa provoca questo problema alla colonna? “La causa della scoliosi non è perfettamente nota. Sappiamo che c’è una componente genetica – continua La Rosa – E sappiamo che una predisposizione è legata alla secrezione della melatonina. Un ormone che regola il ritmo sonno-veglia e finora era anche un po’ trascurato dalla scienza. Ora si è scoperto che entra nel tono dei muscoli e nell’equilibrio”. Insomma, il sospetto è che possa giocare un ruolo non trascurabile nella rotazione della colonna. Un problema che, se non trattato, rischia di creare uno squilibrio nell’intero organismo.

“C’è poi il caso della scoliosi evolutiva: l’1% dei pazienti continua a peggiorare. E della scoliosi infantile, una patologia molto rara e grave, che si manifesta già a 2 anni. Il bimbo a quell’età cresce a vista d’occhio, e si possono avere peggioramenti importanti, tali da comportare il rischio di insufficienza cardiorespiratoria. Al Bambino Gesù – sottolinea l’esperto – abbiamo introdotto nuove metodiche di cura per la scoliosi infantile, con l’uso di ‘barre magnetiche‘ che abbattono il numero degli interventi necessari per questi bambini”.

Cosa fare contro la scoliosi ‘classica’? “Un controllo regolare della schiena, dai 10 anni. In caso positivo, avviare subito un programma di attività fisica, fisioterapia e busto, che va ‘indossato’ 22 ore al giorno. Purtroppo si tratta di un dispositivo orrendo e molto ‘pesante’ da portare per le ragazze, specie a quell’età. Negli anni sono stati fatti davvero pochi passi avanti. Ma possiamo dire che in questo modo la scoliosi si può curare, senza dover ricorrere all’intervento”. Con vantaggi per la schiena che, forse, si apprezzeranno davvero solo da grandi.


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