Primo voto in bianco  

Scritto da il 22 marzo 2018

Scheda bianca per M5S e Pd

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 23/03/2018 09:39

Scheda bianca per M5S e Pd nelle prime due votazioni per i presidenti di Camera e Senato: sarebbero queste le indicazioni. Per i dem la conferma arriva da Ettore Rosato. Anche Forza Italia e Liberi e Uguali si muoveranno nello stesso modo.

Dopo l‘incontro dei capigruppo di ieri sera, che si è risolto con un nulla di fatto, le forze politiche affrontano la prova del voto senza ancora aver trovato alcuna convergenza definitiva. A determinare lo stallo il no dei 5stelle al nome di Romani per il Senato e il rifiuto di trattare con il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

“Chi ha vinto non ha capito la situazione”, dimostrando “incapacità a gestire la situazione”, ha affermato il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, parlando all’assemblea dei Gruppi.

Io un Nazareno bis non lo farò mai, non porterò mai il M5S a fare una cosa del genere”, ha ribadito Luigi Di Maio, prendendo la parola all’assemblea del M5S e aggiungendo: “Non possiamo che votare oggi scheda bianca. Non dobbiamo mai dimenticare il metodo”. “Siamo aperti al confronto con tutti, massima disponibilità”, ha poi sottolineato dicendosi “orgoglioso della compattezza granitica sui nostri valori”: “Siamo la forza del cambiamento. Cambieremo il Paese con l’integrità e la coerenza e questo cambiamento inizia con la presidenza della Camera”.

“Non scendiamo a compromessi al ribasso e non accetteremo ricatti. Non riabilitiamo Silvio Berlusconi“, ha detto dal canto suo Danilo Toninelli, capogruppo M5S al Senato.

Il regolamento prevede che Senato e Camera eleggano i loro presidenti a scrutinio segreto ma con una diversa procedura. Al Senato il via ai lavori è previsto per le 10.30, con la seduta presieduta da Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica. A Palazzo Madama l’elezione della seconda carica dello Stato avviene a scrutinio segreto e richiede la maggioranza assoluta dei voti dei componenti dell’assemblea nei primi due scrutini. Nel caso in cui non ci sia esito positivo, è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei senatori presenti nel terzo scrutinio.

Se nessuno riporta la maggioranza richiesta, il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che abbiano ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti, anche per il ruolo di supplente del capo dello Stato che il presidente del Senato è chiamato a svolgere. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età.

Alla Camera si parte alle 11, con la seduta presieduta da Roberto Giachetti, vicepresidente nella scorsa legislatura. Per l’elezione del presidente, a Montecitorio è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti nella prima votazione, la maggioranza dei due terzi dei voti nella seconda e la maggioranza assoluta dei voti dopo il terzo scrutinio.


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