Cosa fanno i capigruppo  

Scritto da il 26 marzo 2018

Cosa fanno i capigruppo

(AFP PHOTO)

Pubblicato il: 27/03/2018 17:51

La XVIII legislatura entra nel vivo. Con l’elezione dei capigruppo di Camera e Senato – confermando quasi tutte le previsioni delle ultime ore – il nuovo Parlamento comincia a muovere i primi passi.

Quali sono le funzioni? E quali i loro compiti? Secondo quanto si legge sui siti istituzionali di Montecitorio e Palazzo Madama, attraverso la conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari viene definita la programmazione dei lavori delle Camere, attraverso la predisposizione del programma e del calendario per ogni Assemblea.

CAMERA – A Montecitorio la Conferenza dei Presidenti di gruppo è presieduta dal presidente della Camera e costituita dai presidenti di tutti i gruppi parlamentari. “Il Governo è sempre informato delle riunioni della Conferenza per farvi intervenire un proprio rappresentante (articolo 13, comma 1, del Regolamento)”.

Inoltre, alla Conferenza possono essere invitati i vicepresidenti della Camera e i presidenti delle Commissioni parlamentari, nonché, “ove la straordinaria importanza della questione da esaminare lo richieda, anche i rappresentanti delle componenti politiche del Gruppo misto alle quali appartengano almeno 10 deputati, nonché il rappresentante della componente formata dai deputati appartenenti alle minoranze linguistiche (articolo 13, comma 2, del Regolamento)”.

FUNZIONI – La Conferenza dei capigruppo viene convocata dal presidente della Camera, “ogni qualvolta lo ritenga utile, anche su richiesta del Governo o di un presidente di gruppo, per esaminare lo svolgimento dei lavori dell’Assemblea e delle Commissioni (articolo 13, comma 1, del Regolamento)”.

Secondo gli articoli 23 e 24, inoltre, oltre alla definizione del calendario dei lavori, si stabilisce che il presidente della Camera “può convocare preliminarmente la Conferenza dei presidenti delle Commissioni permanenti”.

URGENZE – “La Conferenza delibera, inoltre, sulle richieste di urgenza relative a progetti di legge (articolo 69 del Regolamento) e sul termine richiesto dal Governo per la conclusione dell’esame in Assemblea di un disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica (articolo 123-bis del Regolamento)”.

E ancora, delibera sulla “fissazione di un nuovo termine per la presentazione delle relazioni delle Commissioni su progetti di legge iscritti nel programma dei lavori dell’Assemblea, qualora il Governo, senza indicarne il motivo, abbia omesso di fornire nei tempi stabiliti i dati e le informazioni richiesti dalla Commissione (articolo 79, comma 7, del Regolamento)”.

SENATO – A Palazzo Madama la Conferenza dei capigruppo, presieduta dal presidente del Senato, “si riunisce con la presenza dei vice presidenti e con l’intervento del Governo (art. 53 comma 3 del Regolamento). Ad essa compete la programmazione dei lavori (art. 53, comma 1)”.

A tal fine, si specifica, la seconda carica dello Stato “sottopone alla Conferenza il programma e il calendario dei lavori dell’Assemblea. Quest’ultimo reca il numero e la data delle singole sedute, con l’indicazione degli argomenti da trattare (art. 55, comma 2)”.

IL CALENDARIO – Programma e calendario “sono redatti tenendo conto delle priorità indicate dal Governo e dalle proposte avanzate dai Gruppi parlamentari e dai singoli senatori. Appositi spazi sono riservati agli argomenti sollecitati dai Gruppi di opposizione (artt. 53, comma 3, e 55, comma 1) e al sindacato ispettivo: question time (art. 151-bis); interpellanze con procedimento abbreviato (art. 156-bis); mozioni con procedimento abbreviato (art. 157, comma 3); interpellanze (artt. 154 e seguenti), interrogazioni (artt. 145 e seguenti) e mozioni (artt. 157 e seguenti)”.

“Il calendario, se adottato all’unanimità dalla Conferenza dei capigruppo, assume carattere definitivo. In caso contrario, sulle proposte di modifica decide l’Assemblea (art. 55, comma 3)”. Infine, “per l’organizzazione della discussione degli argomenti iscritti nel calendario, la Conferenza può determinare il tempo complessivo da riservare a ciascun gruppo e stabilire la data per la votazione finale (art. 55, comma 5)”.


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