Passaggio di consegne tra Maroni e Fontana  

Scritto da il 26 marzo 2018

E’ stato un passaggio di consegne all’insegna della “novità e della concretezza” quello avvenuto a Milano, nella sede della Regione Lombardia, tra il governatore uscente Roberto Maroni e il neo presidente Attilio Fontana.

Prima novità, il luogo scelto per la cerimonia: “La sala che abbiamo intitolato a Marco Biagi il 19 marzo 2013, all’esordio della mia legislatura, nell’anniversario del suo barbaro assassinio”, spiega Maroni. “Qui ho presentato la Giunta, nel 2013 e qui ho voluto fare il passaggio di consegne oggi, invece che all’ingresso del palazzo, come feci con Roberto Formigoni, che mi diede una campanella”.

Seconda novità, in luogo della tradizionale campanella, Maroni ha scelto di consegnare al suo successore un dossier cartaceo: “Noi di Varese siamo gente molto concreta” e per questo “consegno a Fontana questo dossier, che contiene i focus del programma regionale di sviluppo 2013-2018“. Diviso in quattro aree, “c’è scritto quello che è stato fatto negli anni e ci sono tutte le partite aperte per i prossimi cinque anni“.

“La partita più importante da giocare – avverte poi Maroni – è quella sull’autonomia“. Una partita che “sono lieto di aver iniziato sottoscrivendo, il 28 febbraio, il preaccordo con il governo”. E dunque “mi auguro che arrivi un governo rapidamente a Roma e che sia di legislatura” perché “il processo per l’autonomia sarà lungo e complicato, è una novità assoluta, bisogna completare l’accordo con il governo e poi bisogna andare in parlamento con una legge a maggioranza qualificata”. All’amico Fontana, conclude, “auguro tutti i successi che si merita, è un ragazzo capace, come me è di Varese, è avvocato e milanista, meglio di così non poteva succedere nella guida della Regione Lombardia”.

Prima di recarsi a Palazzo Lombardia, Fontana ha fatto tappa nella sede di Anci Lombardia, in via Rovello, dov’era in programma un incontro del direttivo. Al suo arrivo, intorno alle 9.30, il neo governatore ha incontrato Giorgio Gori, suo competitor alle regionali del 4 marzo, presente nella sua veste di sindaco di Bergamo. I due si sono trovati faccia a faccia; si sono scambiati un saluto e si sono stretti la mano.


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