Successo da stadio per ‘L’Olandese volante’ a Santa Cecilia  

Scritto da il 26 marzo 2018

Successo da stadio per 'L'Olandese volante' a Santa Cecilia

Pubblicato il: 27/03/2018 13:29

di Pippo Orlando

Se si può parlare di successo da stadio per un concerto di musica classica, lo si può fare senz’altro per quello di ieri sera nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium di Roma. Fragorosi applausi e standing ovation hanno infatti accolto il direttore Mikko Franck e tutto il cast dell”Olandese volante‘ di Richard Wagner, eseguito in forma di concerto per la prima volta nella storia dell’Accademia di Santa Cecilia. Perfino il solito fuggi fuggi sull’ultimo accordo dell’orchestra, marchio di fabbrica del pubblico romano, ieri era ‘quasi’ assente.

L’Olandese volante‘ vide la luce al Teatro di Corte di Dresda nel gennaio 1843, segnando una tappa fondamentale nello sviluppo del linguaggio musicale e drammaturgico di Wagner, all’epoca neppure trentenne. La storia è quella del misterioso marinaio che, per colpa di una maledizione, è condannato a vagare in eterno finché l’amore incondizionato di una donna lo liberi. Una leggenda presente in diverse varianti nella letteratura del nord Europa e che ha ispirato Wagner per due ragioni: un viaggio del musicista a bordo della Thetis da Riga verso le coste inglesi nel 1839, durante il quale la nave fu colpita da una violenta tempesta che la costrinse a riparare lungo le coste norvegesi; la lettura, che secondo la testimonianza di Franz Liszt avvenne proprio a bordo della Thetis, del racconto di Heinrich Heine, ‘Dalle memorie del Signor Schnabelewopski’, che riprende la leggenda dell’Olandese.

Wagner, avido lettore, conosceva certamente da prima del viaggio la terribile storia. Ma le grida ritmate dei marinai durante la tempesta che investì la Thetis, e l’eco delle loro voci nel fiordo, come scrisse lo stesso musicista, presero forma nell”Olandese volante’, primo vero dramma musicale di Wagner con il quale lascia le formule operistiche classiche e si avvia verso la sua nuova e personale drammaturgia.

Mikko Franck ha dato il via in questa stagione alla sua attività di direttore ospite principale dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia. E questo ‘Olandese’ è stato il vero banco di prova per Franck che, in omaggio all’errare del protagonista dell’opera, ha inaugurato anche il nuovo modello del ‘direttore errante’: il maestro finlandese, infatti, saliva e scendeva dal podio, gli girava intorno, si avvicinava alle varie sezioni dell’orchestra, il tutto senza mai smettere di dirigere. Uno spettacolo nello spettacolo.

Nonostante questo ‘errare’, il controllo sull’orchestra e sul coro, come al solito magnificamente preparato da Ciro Visco, era saldo, con grandi sfumature timbriche, suono sontuoso e una tensione narrativa ininterrotta, coadiuvata anche da un cast all’altezza della situazione, con un sorprendente debutto ceciliano, quello del soprano americano Amber Wagner nei panni di Senta. Tra le artiste più rinomate della scena lirica internazionale, Amber Wagner ha sfoderato voce sontuosa per timbro e volume, omogeneità di emissione in tutti i registri e disinvoltura non comune nell’affrontare la parte, già cantata peraltro al Metropolitan di New York l’anno scorso con Michael Volle nei panni dell’Olandese e la direzione di Yannick Nézet-Séguin. Gli applausi più fragorosi sono andati infatti a lei.

Ma anche al basso finlandese Matti Salminen che, dall’alto dei suoi 72 anni e quasi 50 di carriera (debuttò nel 1969 come Filippo II del ‘Don Carlo’ di Verdi), ha tratteggiato con grande sicurezza il personaggio di Daland, l’avido padre di Senta che non esita a gettare la figlia tra le braccia dell’Olandese in cambio di ‘qualche’ cassa ricolma d’oro. Applausi calorosi anche per il baritono Iain Paterson (l’Olandese) e il tenore Tuomas Katajala (Steuermann). Bene anche Robert Dean Smith (Erik) e l’artista del Coro di Santa Cecilia, Tiziana Pizzi, nei panni di Mary, la nutrice di Senta. Si replicadomani alle 19,30 e venerdì 30 marzo alle 20,30.


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