A Pasqua 4 milioni di nonni-sitter  

Scritto da il 28 marzo 2018

A Pasqua 4 milioni di nonni-sitter

Uova di Pasqua artigianali

Pubblicato il: 29/03/2018 13:14

Il lungo stop delle vacanze pasquali si tradurrà in superlavoro per un esercito di nonni. “Saranno circa 4 milioni quelli con nipoti da zero a 14 anni che, con la loro attività di baby-sitter, faranno risparmiare circa un miliardo di euro alle famiglie italiane. Stimo che un nonno su tre si ritroverà a occuparsi dei nipoti in questi giorni, e il record spetterà ai liguri, impegnati al 42,4%”. Parola del pediatra Italo Farnetani, professore ordinario alla Libera università degli Studi di scienze umane e tecnologiche di Malta, che promuove l’uovo di Pasqua ma ribadisce all’AdnKronos Salute la sua contrarietà allo svolgimento dei compiti durante le vacanze.

“Bambini e adolescenti – sostiene – non devono fare assolutamente i compiti durante le vacanze: le scuole chiudono non per mandare in ferie gli insegnanti, ma far riposare gli alunni. Per il loro benessere è necessario ‘staccare’ completamente dallo stress legato all’apprendimento: studiare è utile e fondamentale, ma faticoso. Perciò far dimenticare la scuola, non facendo vedere libri e quaderni, è il modo più efficace per aiutare gli studenti a ‘ricaricare le batterie’. Sarà allora più utile per genitori e figli vivere intensamente tutte le tradizioni e riti pasquali, anziché in stare chiusi in casa a fare i compiti”.

Il no ai compiti delle vacanze fa da contraltare al sì all’uovo di Pasqua, dai 2 anni in poi: “Contribuisce a costruire tradizioni e radici, importantissime per i bambini. Il pericolo di ingrassare è limitato, anche perché dopo un po’ il cioccolato ‘stucca’, come dicono i bimbi: insomma – assicura Farnetani – anche volendo è difficile mangiarne troppo. Meglio gustarlo però lontano dai pasti principali, dunque a merenda, come spuntino pomeridiano o a colazione. E dopo, ricordarsi sempre di lavare bene i denti”.

Occhio poi alla sorpresa. “L’uovo di mamma e papà deve essere speciale e, soprattutto, a prova di delusione”. Bisogna evitare che, dopo aver fantasticato per giorni, il piccolo si ritrovi in mano inutile paccottiglia, portachiavi o, peggio, sorprese non adatte all’età o al sesso. Il pediatra suggerisce dunque di scegliere con attenzione. “O magari di optare per un uovo artigianale con un regalino inserito ‘ad hoc'”. E a quanti preferiscono donare uova di cioccolato al latte, convinti che per i bimbi siano più sane, Farnetani spiega che questo non è vero. “Comunque, la scelta del tipo di cioccolato a Pasqua deve rispettare esclusivamente le preferenze del bambino”.

Secondo il pediatra, inoltre, dai 2 ai 6 anni il bimbo, grazie all’uovo pasquale, “impara a legare la festa a qualcosa di buono, colorato e gioioso. A 6-10 anni ormai si apprezza anche la vacanza da scuola e il fatto di giocare all’aperto, ma il dolce e la sorpresa restano importanti per festeggiare la Pasqua. Anni e anni di assaggi e sorprese resteranno nel cuore degli adolescenti. Prova ne è che non mancano giovani di 20 e 30 anni che non rinunciano all’uovo di Pasqua“, conclude.


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