M5S, spunta il capo del personale  

Scritto da il 28 marzo 2018

M5S, spunta il capo del personale

(Fotogramma)

Pubblicato il: 29/03/2018 06:49

“Gestisce e amministra il personale del gruppo disciplinandone l’attività, tenendo conto dell’inquadramento e delle mansioni specificatamente assegnate”, assicura il “coordinamento” con lo staff dell’altra Camera e viene nominato dal capogruppo, “in accordo con il Capo politico del Movimento 5 Stelle”. Si tratta del ‘Capo del personale‘, ruolo a cui è interamente dedicato l’articolo 19 degli statuti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato, approvati martedì sera dagli eletti M5S a Montecitorio e a Palazzo Madama.

Una figura, quella del Capo del personale, destinata a ritagliarsi uno spazio importante nel corso della legislatura considerate le accresciute dimensioni dei gruppi parlamentari (222 deputati e 109 senatori) e che denota un approccio ‘aziendale’ alla gestione del team di lavoro.

Ampi i poteri concessi dal nuovo statuto al Capo politico del M5S, ovvero Luigi Di Maio: argomento che nelle riunioni ha sollevato obiezioni e acceso polemiche tra gli eletti 5 Stelle, come raccontato dall’Adnkronos. “L’Assemblea – si legge nello statuto – ratifica a maggioranza assoluta dei propri componenti la nomina del presidente del Gruppo proposta dal Capo politico”. Il mandato del capogruppo in carica al principio della legislatura “ha la durata di diciotto mesi. Successivamente la medesima carica ha la durata di dodici mesi. Il presidente può essere revocato dal Capo politico”.

Il comitato direttivo “è costituito dal presidente, nonché dai vicepresidenti, dai segretari e dal tesoriere da lui nominati su proposta del Capo politico”. Ed è sempre il Capo politico a definire “la concreta consistenza della struttura e composizione del gruppo di comunicazione, in termini di organizzazione, risorse e strumenti” e a dare il proprio ok alla nomina dei vertici della comunicazione e degli uffici legislativi.

L’articolo 1 degli statuti di Camera e Senato ‘apre’ all’ingresso nel gruppo pentastellato di parlamentari fuoriusciti da altri gruppi, ma solo ad alcune condizioni: “Eventuali richieste di adesione” provenienti da deputati o senatori “precedentemente iscritti ad altri Gruppi potranno essere valutate, purché siano incensurati, non siano iscritti ad altro partito, non abbiano già svolto più di un mandato elettivo oltre quello in corso, ed abbiano accettato e previamente sottoscritto il ‘Codice etico’. Tali richieste di adesione dovranno essere accettate dal presidente del Gruppo”.

Un passaggio contenuto anche nello statuto del 2013, con alcune differenze: il precedente documento stabiliva infatti che le richieste di adesione pervenute da parlamentari di altri Gruppi dovessero essere “valutate e votate prima dall’Assemblea e dopo dagli iscritti al MoVimento tramite votazione online”.


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