Pensioni, un protocollo d’intesa ad hoc  

Scritto da il 28 marzo 2018

Pensioni, un protocollo d'intesa ad hoc

(Fotogramma)

Pubblicato il: 29/03/2018 19:00

I nuovi strumenti per anticipare il pensionamento offrono grandi opportunità, ma non è semplice orientarsi e soprattutto valutarne la convenienza. Manageritalia e Fondazione Studi consulenti del lavoro provano a fare una risposta a questa necessità con un protocollo d’intesa ad hoc. Questo in sintesi uno dei punti fermi usciti dall’incontro ‘Nuove flessibilità di uscita anticipata dal lavoro‘ organizzato ieri a Roma.

“Dobbiamo dare risposte – ha detto Mario Mantovani, vicepresidente Manageritalia – alla necessaria e ineluttabile flessibilità del nuovo mondo del lavoro. In questo senso, anche l’Ape e la Rita (Rendita integrativa temporanea anticipata) sono una buona risposta a questi obiettivi e permettono una gestione più flessibile, nonostante le nuove regole, dell’uscita dal lavoro. Poi dobbiamo guardare avanti, senza recriminare più di tanto su un passato che non possiamo cancellare, ma costruendo in fretta le infrastrutture necessarie per gestire lavoro e pensione di chi oggi ha 30 o 40 anni e non può trovare risposte adeguate in un sistema fordista, mentre siamo nella quarta rivoluzione industriale e nell’economia digitale. Il nostro accordo con i consulenti del lavoro è volto a mettere in campo le massime professionalità per far utilizzare al meglio e a ragion veduta ai manager nostri associati i vari strumenti“.

“Grazie al protocollo d’intesa -ha aggiunto Carlo Martufi, vicepresidente della Fondazione studi dei consulenti del lavoro– firmato Fondazione Studi e Manageritalia lavoreranno insieme affinché la cultura previdenziale entri a far parte del bagaglio di tutti i lavoratori. La categoria dei consulenti del lavoro è impegnata in questo momento a formare altri 500 professionisti sulle materie previdenziali e che nel giro di poco rappresenteranno un punto di riferimento per l’attuazione anche delle nuove flessibilità per l’uscita anticipata dal mondo del lavoro”.

Stefano Patriarca, componente del Nucleo tecnico per il coordinamento della politica economica della presidenza del Consiglio dei ministri, ha illustrato la realtà della spesa pensionistica dopo le varie riforme. “Il sistema pensionistico -ha chiarito- regge, i rischi rispetto alle ultime previsioni, vengono da un’economia che non cresce e quindi alza inevitabilmente il rapporto spesa Pil. L’ape e la Rita sono utili e innovativi strumenti per gestire l’uscita anticipata dal lavoro in caso di bisogno, sono una recente conquista e vanno mantenuti nel tempo. Così come non si può tornare indietro con Fornero e altre riforme che ci garantiscono la sostenibilità”.

“Dopo le due ultime leggi di bilancio -ha sottolineato Antonello Orlando, esperto della Fondazione Studi consulenti del lavoro– il nostro panorama previdenziale di primo e secondo pilastro si è arricchito di molti strumenti di flessibilità per anticipare l’accesso a pensione. Nonostante le difficoltà per orientarsi, chi perde il proprio lavoro potrà scegliere l’Ape volontario, la Rita o riconvertirsi in altri tipi di collaborazioni (lavoro autonomo, parasubordinazione o impresa) e utilizzare i diversi spezzoni contributivi ricostruendo un’unica pensione attraverso il cumulo. Basterà quindi conoscere questi strumenti e compararne pro e contro, per scegliere la strada più veloce o più redditizia per accedere a pensione”.

La Rita chiama in causa a supporto la previdenza integrativa. Infatti Alessandro Baldi, presidente del Fondo di previdenza integrativa dei dirigenti del terziario ‘Mario Negri’, ha annunciato che, tra i primi, se non primo in assoluto, “il Fondo Negri ha già adeguato Statuto e Regolamento all’applicazione della Rita”.


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