Social e jihad: chi è il 19enne fermato  

Scritto da il 29 marzo 2018

Social e jihad: chi è il 19enne fermato

Pubblicato il: 30/03/2018 09:23

Intensa attività social, riferimenti al martirio e alla propaganda jihadista. E’ quanto emerso dalle indagini avviate nei confronti del giovane marocchino Hadouz Ilyass, 19enne residente a Cuneo, che hanno consentito di accertare come l’uomo – attraverso i suoi numerosi account social (Facebook, Instagram, Twitter) – abbia propugnato, rilanciandola, un’intensa propaganda jihadista inneggiante al martirio, alla ricompensa che Dio concederà alla comunità dei musulmani impegnati nel jihad, alla punizione che la stessa riserverà ai miscredenti, esaltando le gesta, il valore e il coraggio dei combattenti in nome di Allah.

LE FRASI – Tra le frasi più significative su alcuni dei suoi canali, in particolare, meritano di essere richiamati i riferimenti alla morte nella concezione dello shahid per il quale “è deprimente morire di vecchiaia…”; e quello al destino che la divinità ha in serbo per coloro che non credono nella parola di Allah: “Ai miscredenti saranno destinati giorni neri che faranno imbiancare i capelli ai bambini” impegnati a “toglierci la luce senza sapere che siamo l’oscurità”.

Proprio sulla base di questi gravi indizi, il lavoro investigativo si è concretizzato nel monitoraggio del marocchino e della sua cerchia relazionale con l’obiettivo di verificare i legami di Hadouz con gli ambienti del terrorismo confessionale.

LE INDAGINI – Attraverso avviate indagini, facendo ricorso alle più recenti tecnologie applicate alle investigazioni, si è giunti ad affermare con estrema sicurezza l’adesione dell’indagato alle tesi della narrativa islamista filo-terrorista; ipotesi testimoniata dalla recente individuazione di un ulteriore profilo Facebook (reso anonimo nelle indicazioni personali e delocalizzato nei riferimenti geografici che contiene) collegato direttamente a blog e community Facebook intrise di retorica jihadista.

Ilyass, spiegano gli investigatori, è ”una minaccia estremamente insidiosa e complicata da contrastare perché si origina, prende forma e si sviluppa tra le pareti di casa, dove il soggetto si avvicina alle tesi del terrorismo, ne rimane affascinato e aderisce al programma dell’organizzazione di riferimento ponendo in atto condotte funzionali all’attuazione del programma criminale della stessa struttura”.

RADICALIZZAZIONE – L’escalation della radicalizzazione di Ilyass, ribattezzatosi ‘Ilyass El Magrebi’, è iniziata a febbraio, documentata non solo da intense navigazioni internet, effettuate per lo più in orario notturno, su siti contenenti materiale di propaganda direttamente riferibile a Daesh, ma anche attraverso l’assunzione di comportamenti emulatori della gestualità tipica dei mujaheddin.

Emblematiche ed estremamente preoccupanti, in tal senso, sono state le immagini acquisite direttamente all’interno dell’abitazione di Ilyass in cui assume le gestualità tipiche dei miliziani-terroristi del Daesh, di cui visionava i filmati.

FILMATI – Negli ultimi giorni l’adesione di Hadouz alle tesi del terrorismo si è fatta ancora più esplicita allorquando, su uno dei suoi profili, è stata postata quale immagine di sfondo la foto “suggestiva” di un Corano esposto alla luce di un cielo stellato su una distesa di sabbia, contenente un riferimento diretto al Daesh. Nello stesso momento è stato modificato anche lo stato del profilo attraverso l’implementazione di una frase evocativa della protezione di Dio e della buona sorte nell’accingersi ad affrontare una nuova sfida.


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