Turismo ad alta quota, 41 mete ‘green’  

Scritto da il 29 marzo 2018

Turismo ad alta quota, 41 mete 'green'

(Fotolia)

Pubblicato il: 30/03/2018 12:20

Riscoprire una montagna diversa legata a un turismo invernale dolce, sostenibile e rispettoso della natura. E soprattutto a impatto zero: dalle camminate nei boschi alle ciaspolate, dalle escursioni nelle aree protette al nordic walking. Nel report “Nevediversa” Legambiente mette insieme 41 buone pratiche, dalle Alpi agli Appennini.

A livello regionale, le mete ‘green’ segnalate sono così ripartite: otto in Piemonte, una in Liguria, tre in Valle D’Aosta, due in Lombardia, due in Veneto, tre in Trentino, due in Alto Adige, quattro in Friuli Venezia Giulia, due in Emilia Romagna e Toscana, quattro nelle Marche, tre in Abruzzo, una in Basilicata, Calabria e tre in Sicilia.

Turismo dolce e sostenibile su un’intera valle: a promuoverlo sono l’Unione Montana Valle Maira e il Consorzio Turistico Valle Maira. Qui si può fare sci alpinismo con percorsi di oltre 100km e sci di fondo con una pista di 50 km che si snoda tra Ponte Marmora e Chiappera e altri circuiti nei valloni laterali di Canosio ed Elva, escursioni con le ciaspole, pattinaggio su ghiaccio, scalate di cascate ghiacciate.

In Liguria il Parco Naturale Regionale del Beigua dal 2016 ha inaugurato cinque tracciati, per un totale di 50 km, percorribili con le ciaspole che si snodano lungo alcuni tratti dell’Alta Via dei Monti Liguri, nei boschi di Sassello e lungo gli itinerari di crinale in Valle Orba e Valle Stura. In Friuli Venezia sono nati i Carnian Greeters, un gruppo di volontari locali che guidano i turisti alla scoperta del territorio attraverso escursioni, visite guidate e culturali.

Turismo dolce e sostenibile anche nelle Marche dove l’associazione “Con in faccia un po’ di sole” organizza escursioni invernali ed estive, percorsi e itinerari storico culturali, laboratori del gusto e percorsi enogastronomici, escursioni fotografico/naturalistiche. Il progetto didattico “Neve natura” nel Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano fa riscoprire la montagna in maniera diversa, mentre in Sicilia il progetto “Neve-Scia nel Parco” del Parco dei Nebrodi fa conoscere a grandi e piccoli l’area protetta tra sci di fondo, escursioni e trekking. E ancora, la Rete turistica sostenibile di Legambiente Sicilia organizza attività escursionistiche sulla neve con le ciaspole per scoprire le Madonie.

L’associazione culturale Sassi Vivaci (Cn) promuove attività turistiche sostenibili alla scoperta del Monviso con ciaspolate, trekking, escursioni fotografiche. In Valle D’Aosta i comuni di Saint Marcel, Fénis e Nus in maniera sinergica propongono un’offerta turistica sostenibile incentrata soprattutto sulla pista di sci di fondo “Alta valle del Gran San Bernardo”, tre anelli gestiti in forma consortile dai tre Comuni attraversati dal percorso. Sempre in Valle D’Aosta, l’associazione Naturavalp organizza ciaspolate con guide alpine, escursioni con gli sci e arrampicate sulle cascate ghiacciate, visite alle malghe dove si producono i formaggi o presso gli artigiani che lavorano legno e ferro battuto.

In Lombardia l’esempio virtuoso arriva dal Parco Orobie dove, da gennaio a marzo, si pratica sci alpinismo e scalate sulle cascate di ghiaccio, in compagnia delle Guide del Parco, guide alpine e accompagnatori di media montagna accreditati dalla Regione Lombardia. Ogni settimana propone le “Ciaspolate del Sabato” e tra le proposte didattiche “Inverno sostenibile” educa sul rapporto uomo-natura in un periodo molto delicato per gli animali, quello invernale.

Da Ornica (Bg) la Cooperativa Donne di Montagna ha realizzato il primo albergo diffuso della Lombardia e la prima cooperativa di comunità, salvando così il paese dall’abbandono. In Veneto la Comunità Montana Centro Cadore ha creato un circuito sinergico che coinvolge molte realtà territoriali in itinerari da percorrere con ciaspole o pelli. C’è poi l’A.p.T. Piné Cembra (Tn) che propone una ricca offerta di sport invernali con la natura: dal pattinaggio sul ghiaccio sui laghi del territorio, tracciati per scii di fondo, itinerari per ciaspole.

Spostandoci verso l’arco appenninico, in Emilia Romagna la Città metropolitana di Bologna – Servizio Attività produttive e Turismo e Tper, Cai di Bologna propongono escursioni estive e invernali sull’Appennino bolognese il cui punto di partenza si raggiunge con il treno. In Abruzzo esempi virtuosi arrivano dal Parco Nazionale della Majella che valorizza e promuove un turismo sportivo ecocompatibile. Il Parco Equituristico Majella Morrone (Aq) propone “L’inverno in sella” con viaggi e trekking a cavallo sulla neve.

Tra le altre buone pratiche sugli Appennini, in Basilicata c’è quella di Infopollino Centro Escursioni in collaborazione con ASD Pollino Discovery che propone “Ciaspolando verso sud”, prima e unica gara con le ciaspole del centro sud Italia. In Calabria l’associazione CamminaSila propone attività outdoor (trekking, mountain bike, ciaspole, sci di fondo, canoa) per ogni stagione.

Il turismo sostenibile piace sempre più agli italiani alla ricerca di proposte alternative. Stando agli ultimi dati elaborati da Legambiente e Vivilitalia su dati JFC, ciaspole e scialpinismo sono due attività molto amate: se nel 2010-2011 il numero di praticanti in ciaspole si attestava a 322mila, nel 2016-2017 ha toccato quota 506.500 registrando un incremento del +57,3%.

Stesso discorso per lo scialpinismo che è passato da 33.000 praticanti nel 2010-2011 a ben 91.000 nel 2016-2017, con un incremento del +175,7%. Da segnalare anche il successo del nordic walking, la camminata con i bastoncini praticata ormai da 500.000 persone.

Insomma, “il turismo sta cambiando a ritmi vertiginosi. In questi anni si sta registrando un vero e proprio boom per i turismi ambientali – dichiara Sebastiano Venneri, responsabile Turismo di Legambiente – e questa dinamica sulla montagna è molto più evidente, un’accelerazione da ricondurre da un lato alla tradizione consolidata in questi luoghi a favore delle pratiche di sostenibilità e dall’altro ai cambiamenti climatici in atto. È fondamentale che l’offerta nel nostro Paese si adegui velocemente a questa forte domanda di nuovo turismo, ne faccia un fattore competitivo in grado di aggiornare le proposte di soggiorno e intercettare segmenti turistici nuovi e più consapevoli”.

Le buone pratiche raccolte da Legambiente dimostrano che “un turismo a impatto zero e di qualità è possibile e lo si può praticare nel pieno rispetto dell’ambiente, senza artificializzare la montagna e sprecare enormi quantità di energia e acqua – aggiunge Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi Legambiente – Buone pratiche che meritano di essere replicate sul territorio e che ci devono far riflettere anche alla luce dei cambiamenti climatici che stanno rendendo sempre più fragile la montagna, per questo è importante ripensare anche al turismo invernale”.


Radio Veronica Web

Current track
TITLE
ARTIST

Background