Bisi: “Le intercettazioni sono un furto di libertà” 

Scritto da il 30 marzo 2018

Bisi: Le intercettazioni sono un furto di libertà

Pubblicato il: 31/03/2018 14:31

Una giustizia umanache rispetti la Costituzione, eviti intrecci pericolosi e che non venga utilizzata per colpire persone o istituzioni politiche. Stefano Bisi, Gran maestro del Grande Oriente d’Italia, non ha facili ricette per un tema complesso che ha più riflessi: gli errori e le ingiuste detenzioni sono costati allo Stato quasi 37,7 milioni di euro nel 2017, secondo i dati Mef, con 1.013 casi di persone arrestate per sbaglio.

“Lo stato della giustizia non è positivo in Italia e soprattutto questo dibattito tra giustizialisti e garantisti non è bello, io credo che vada rispettata la Costituzione che è molto chiara in proposito”, spiega interpellato dall’Adnkronos. Sono 968mila circa i processi che superano i limiti della ragionevole durata (tre anni per il primo grado, altri due per l’appello e un anno in Cassazione): oltre 345mila nel penale e quasi 623mila nel civile, secondo gli ultimi dati del ministero della Giustizia. La durata eccessiva dei procedimenti è costata allo Stato quasi un miliardo di euro. (VIDEO)

“Ci vorrebbe più attenzione – sottolinea – per queste che sono vicende umane. Non sempre pagano i colpevoli. Non ho ricette per risolvere i problemi della giustizia in Italia, posso soltanto dire che le intercettazioni sono un furto di libertà. Capisco le esigenze di cronaca, ma c’è un pericolo: l’intreccio tra pubblici ministeri e giornalisti può portare alla morte le persone”.

Se i magistrati “sono uomini come tutti noi, quindi talvolta sbagliano, chi ha il potere di sopprimere la libertà di una persona deve vedere ispirata la propria azione a un criterio di saggezza, oltre quello di applicare le norme rigidamente e deve tener conto che quando si giudica ci sono sempre degli uomini”. Il binomio magistrati-politica è sempre più attuale, ma sarebbe doverosa una scelta di campo che non ammetta passi indietro. “Bisognerebbe farlo. Per fare politica bisogna essere capaci, così come per fare i magistrati, quando si intrecciano le carriere diventa un problema”.

Guido Bertolaso è stato assolto dal tribunale dopo otto anni, stessa attesa per Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb. Clemente Mastella ne ha aspettati nove, 22 anni di carcere per Giuseppe Gulotta, le vittime del G8 di Genova sono in attesa di un risarcimento civile dopo 17 anni. Depenalizzazione, processo telematico, riorganizzazione degli uffici sono gli strumenti su cui investire, ma l’efficienza non può essere a discapito delle garanzie.

L’invito al prossimo ministro della giustizia è di “Guardare all’essere umano: la riforma della giustizia e qualsiasi provvedimento deve essere fatto tenendo conto della persona. Se questa Costituzione non si tirasse in ballo per colpire una volta questo politico e un’altra volta un altro forse le cose andrebbero meglio”. Un’umanità che non può dimenticare i detenuti. “Il carcere non è umano. Tutti hanno diritto di parola, ma soprattutto le vittime, i familiari, e credo che coloro che hanno ucciso dovrebbero avere un po’ di buonsenso. Il silenzio in molti casi sarebbe una bella soluzione”, conclude Bisi.


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