Malala torna a casa  

Scritto da il 30 marzo 2018

Malala torna a casa

(Afp)

Pubblicato il: 31/03/2018 09:37

Malala Yousafzai, vincitrice del Nobel per la Pace, è tornata in Pakistan. La ragazza, oggi ventenne, nel 2012 dopo una giornata a scuola scampò a un attacco dei talebani che le spararono alla testa. La giovane, tra ingenti misure di sicurezza, è tornata nella città di Mingora, nella valle dello Swat. Accompagnata dal ministro dell’Informazione, Marriyum Aurangzeb, Malala è partita in elicottero da Islamabad nelle prime ore di oggi, come ha riferito l’emittente Geo Tv.

“Siamo felicissimi che Malala sia qui”, ha detto Muzaffar Khan, ex insegnante della ragazza alla Khushal School and College, alla Dpa.

“Per tutti questi anni ho aspettato di tornare nel mio Paese”, ha detto commossa la giovane, giovedì, quando a Islamabad è stata accolta dal premier Shahid Khaqan Abbasi, che ha salutato il ritorno della ”figlia del Pakistan”.

Dopo l’attacco del 2012, Malala si è trasferita a Londra e ha intensificato il proprio impegno per il diritto delle ragazze a un’istruzione di qualità. Nel 2014, a soli 17 anni, è diventata la più giovane vincitrice del Nobel.

“IO PRIMO MINISTRO? NON CI PENSO” – “Voglio un futuro migliore per il Pakistan. Io primo ministro? Non ci penso” le parole di Malala Yousafzai in un’intervista alla Bbc dopo il ritorno in Pakistan. “Non sono una persona emotiva, ma dopo il mio primo discorso qui in Pakistan non riuscivo a trattenere le lacrime. E’ molto emozionante, tutto quello che vedo ha un valore. Mi godo tutto, anche l’aria calda”, dice ora.

“Amo il Pakistan, sono pakistana. Voglio un futuro migliore per il Paese e per questo ho iniziato a parlare dell’istruzione delle ragazze. Ho detto che avrei continuato a parlare anche se i terroristi mi avessero attaccato. E’ successo e io ho continuato a parlare”, aggiunge Malala.

Per il momento, la politica non è una priorità. “Quando avevo 11-12 anni, volevo diventare primo ministro perché pensavo che avrei potuto risolvere ogni problema e sistemare tutto”, racconta. “Poi però ho incontrato molti leader, primi ministri e politici: non è così semplice. Per ora mi concentro sul lavoro attraverso la Malala Foundation per consentire al maggior numero possibile di ragazze di avere accesso a un’istruzione di qualità. In questo momento – spiega – non ho intenzione di dedicarmi alla politica”.


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