Massacro a Gaza  

Scritto da il 30 marzo 2018

Massacro a Gaza

(Afp)

Pubblicato il: 31/03/2018 07:41

Sono 17 – tra cui un ragazzo con meno di 16 anni – i palestinesi uccisi in scontri con soldati israeliani alla barriera tra la Striscia di Gaza e lo Stato ebraico, dove è iniziata la ‘Grande Marcia del ritorno’ organizzata dal movimento islamico di Hamas.

Lo ha dichiarato l’ambasciatore palestinese presso le Nazioni Unite, Riyad Mansour, incontrando i giornalisti a New York a margine della riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell’Onu convocata dal Kuwait.

Inoltre, almeno sei i palestinesi rimasti feriti in nuovi scontri con i soldati di Israele: secondo l’agenzia di stampa ‘Wafa’, citando fonti locali, decine di persone hanno subito gli effetti dell’intossicazione da gas lacrimogeni mentre i soldati di stanza alla frontiera hanno aperto il fuoco contro i manifestanti a est di Khan Younes, ferendo tre di loro ai piedi. Altri tre sono stati feriti a est di Gaza City, a est di Jabalia e a est del campo profughi di Bureij.

I palestinesi considerano le azioni commesse da Israele come ”un grande massacro contro il nostro popolo”. L’ambasciatore palestinese presso le Nazioni Unite ha quindi chiesto al Consiglio di sicurezza di ”affrontare con serietà la questione fornendo protezione alla popolazione civile” di Gaza.

I medici locali, secondo quanto riferisce all’AdnKronos Foad Aodi, il fondatore delle Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), lancia un appello per la creazione di “un corridoio sanitario e umanitario per le vittime di Gaza”. Inoltre, “stiamo portando soccorso – spiega – a 1.630 civili palestinesi rimasti feriti durante gli scontri con le forze della sicurezza israeliane al confine”.

Una giornata di lutto nazionale e uno sciopero generale sono stati proclamati nei Territori palestinesi dopo la strage: chiusi i negozi della Cisgiordania e la maggior parte delle attività imprenditoriali, così come anche le università e le scuole hanno sospeso le lezioni.

Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha chiesto “un’indagine indipendente e trasparente” sui violenti scontri. “Questa tragedia evidenzia l’urgenza di rivitalizzare il processo di pace per creare le condizioni per un ritorno a negoziazioni significative” con l’obiettivo di arrivare ad una “soluzione pacifica che permetta a palestinesi e israeliani di vivere fianco a fianco in pace e in sicurezza”.


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