“Non siamo la toilette di Macron”, bufera dopo il blitz  

Scritto da il 30 marzo 2018

Non siamo la toilette di Macron, bufera dopo il blitz

(Fotogramma)

Pubblicato il: 31/03/2018 13:38

E’ polemica dopo l’irruzione di agenti della dogana francesi in un presidio per migranti a Bardonecchia, al confine tra Italia e Francia. I poliziotti francesi, nella tarda serata di ieri, secondo quanto denunciato dall’associazione Rainbow4Africa, sono entrati, armati, nella sala della stazione, costringendo un migrante a sottoporsi al test delle urine. “Non assisteremo pure alla beffa di essere usati come la loro toilette”, tuona la deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli.

“I campioni delle urine li prendano nei bagni francesi – continua – o ne segnalino la necessità alle nostre forze dell’ordine”. “L’Italia chiami Macron . sottolinea – e gli ricordi che qui nessun agente straniero può venire a far valere la propria autorità. Siamo una Nazione sovrana, non una provincia della Francia”

L’europarlamentare del Pd Daniele Viotti sottolinea come quanto successo ieri sia “grave sul piano del rispetto dei diritti umani” e “inaccettabile dal punto di vista politico”. L’esponente dem ritiene che il blitz di ieri “è una intimidazione vera e propria e una provocazione”. “Qui c’è solo bisogno di più Europa. Mi impegnerò – conclude Viotto – per seguire l’evoluzione della vicenda e portarla all’attenzione delle istituzioni europee”.

Per Giuseppe Civati di ‘Possibile’ il governo in carica per il disbrigo degli affari correnti dovrebbe protestare contro il blitz. “Si tratta di un’azione molto grave nei confronti di un Paese confinante. Ma soprattutto – sottolinea – è un’intollerabile intimidazione verso chi offre assistenza ai migranti. Il rispetto dei diritti umani è stato calpestato oltre ogni immaginazione. E questo – conclude – è inaccettabile”.


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