Timori azzurri e sirene verdi  

Scritto da il 30 marzo 2018

Timori azzurri e sirene verdi

(Fotogramma)

Pubblicato il: 31/03/2018 06:58

La ‘svolta rosa’ impressa da Silvio Berlusconi con la nomina di 4 donne ai vertici del partito e delle Camere non basta a placare gli animi in casa Forza Italia. Tra timori di Opa leghiste e di nuove elezioni, il corpaccione del partito è sempre agitato. A preoccupare è soprattutto il fiato sul collo di Matteo Salvini, di fatto il dominus della coalizione di centrodestra, che professa lealtà a Fi ma nello stesso tempo gioca di sponda con Luigi Di Maio. Fino ad ora il segretario di via Bellerio è stato corretto e ha garantito l’unità del centrodestra facendo anche dei passi indietro, come è successo giovedì alla Camera in occasione della nomina di Edmondo Cirielli a questore per Fdi, ma ”fino a quando potremmo fidarci di lui?”, si chiedono tra le fila azzurre.

Per serrare i ranghi il Cav proverà a blindare il partito con i suoi fedelissimi, anche ‘uomini azienda’, candidati ed eletti in Parlamento. Ha iniziato con il tandem rosa Bernini-Gelmini alla guida dei gruppi di Camera e Senato. E si attendono altre novità: c’è chi dice già dopo Pasqua. Da giorni circola la voce sulla nomina di un coordinatore nazionale unico di Fi (e tra i papabili ci sarebbe sempre Antonio Tajani, anche se restano le forti riserve di chi non vede bene un europeista convinto come il presidente del Parlamento Ue confrontarsi con i cinque stelle), ma nessuno sa dire se davvero ci saranno ulteriori cambiamenti.

Fatto sta che Fi è nervosa e con un leader azzoppato dalla legge Severino e costretto a inseguire la Lega dopo il sorpasso storico del 4 marzo, non è facile mantenere la posizione. Qua e là ci sono malumori che basterebbe solo cavalcare per dar vita a un fiume in piena. Basti pensare al caso di Silvia Sardone, la donna più votata di Fi alle regionali in Lombardia rimasta esclusa dalla rosa dei neo assessori della Giunta Fontana. In Liguria, invece, c’è Giovanni Toti, sin dal primo momento fautore del partito unico del centrodestra, che potrebbe prendere una sua strada. Le sirene leghiste, insomma, si fanno sempre più forti, se è vero che lo stesso Salvini va dicendo che ha dovuto stoppare una ventina di azzurri pronti a venire con lui.

Pur di evitare il voto, Berlusconi è pronto a tutto per dare un governo stabile al Paese. Serve il senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, scrive il Cav in una nota a metà pomeriggio, citando l’elezione dell’azzurra Elisabetta Casellati alla presidenza del Senato e di Mara Carfagna alla vicepresidenza della Camera, come metodo da seguire anche per la partita più grande, quella governativa. ”L’elezione di Casellati e Carfagna in un quadro di larga condivisione, è un buon segnale per l’avvio di una legislatura che si annuncia molto complessa”, sottolinea.

Il leader azzurro salirà giovedì al Colle per le consultazioni con il tandem rosa Bernini-Gelmini e ribadirà che Matteo Salvini, in qualità di candidato premier, ha il diritto-dovere di formare un esecutivo per conto del centrodestra, con dentro anche i grillini. Berlusconi, riferiscono fonti azzurre, sempre d’intesa con la Lega, sarebbe disposto a dare il suo appoggio anche a un governo con un premier ‘terzo’ (senza Salvini e Luigi Di Maio) o con Di Maio a palazzo Chigi, ma gli andrebbe bene, naturalmente, pure un cosiddetto governo del presidente con due tre priorità da realizzare.

In ogni caso, l’ultima parola spetterà al capo dello Stato. L’importante per l’ex premier, che ieri ha incassato un nuovo sostegno di Salvini sulla necessità di che si sieda al tavolo delle trattative con M5S anche il leader di Fi (”Vediamo se i 5 stelle rimangono arroccati sul loro io”), è che si esca dell’impasse perché l’Italia ha bisogno di stabilità e non di caos. In ballo ci sono poi le aziende, Mediaset in testa, e il presidente di Fi lavorerà a qualsiasi mediazione per superare lo stallo attuale e trovare una soluzione. Che Berlusconi non perda mai di vista il suo core business è dimostrato dall’alleanza firmata ieri con Sky sui diritti tv, che segna lo sbarco del gruppo controllato da Murdoch sul digitale terrestre attraverso le bande del Biscione.


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