“Ecco gli ultimi veri romani”  

Scritto da il 31 marzo 2018

Ecco gli ultimi veri romani

Carlo Verdone (FOTOGRAMMA)

Pubblicato il: 01/04/2018 09:00

Una mattina a Trastevere dal barbiere. Un caffè, qualche chiacchiera. Poi un regalo inaspettato, una foto, il ricordo degli anni della Roma della ‘Dolce Vita’. E poi un post su Facebook, tra nostalgia di tempi passati e gli auguri per la Pasqua: Carlo Verdone racconta in questo modo l’incontro con gli ultimi veri romani e i grandi artigiani del cinema senza i quali “certe pellicole non sarebbero venute così bene”.

“Ero dal mio barbiere a Trastevere Giorgio – si legge nel post -. Fa ancora tutte le gare di tango con la moglie. Se chiude prima vuol dire che deve andare a ballare da qualche parte fuori Roma” scrive Verdone, aggiungendo che “c’era Augustarello, camionista in pensione che parla ad un volume esagerato perché un po’ sordo”.

“È un piacere conversare con gli ultimi superstiti trasteverini perché raccontano tempi spariti, parlano di vicende passate dove i protagonisti sono sempre monsignori, politici, un po’ di malavita, artisti stimati, attori dimenticati, gente conosciuta e gente fallita. In poche parole – continua l’attore e regista – quelli che entrano a tagliarsi i capelli e la barba o quelli che vedono passare per via San Francesco a Ripa dalla vetrata del negozio”.

“Su ognuno c’è sempre una storia da raccontare: comica, tragica o semplicemente curiosa. È la vita di Trastevere degli ultimi veri romani” dice Verdone, che aggiunge: “Oggi Augustarello mi fa un regalo. Chiama il più anziano elettricista del cinema che, dal ’50 agli ’80, ha lavorato da Fellini a Visconti. Da Blasetti a Pasolini, da Ben Hur alla Città delle Donne”.

“95 anni, lucidissimo, autonomo, gentile e spiritoso, Aurelio ‘er micione’ è una biblioteca di aneddoti in tanti anni di set. Dal portafoglio tira fuori foto sui set di ‘Rocco e i suoi fratelli’, della battaglia navale in ‘Ben Hur’ e di tanti altri film. Quello che mi colpiva – si legge – era la faccia sorridente e fiera di queste maestranze del cinema. Quando il cinema era il posto di lavoro più ambito e più faticoso“.

“Ma la gran passione ti portava ad esser efficiente per 15/18 ore, a volte, di fila. Senza dormire. Se non ci fossero stati questi grandi artigiani, certe pellicole non sarebbero venute così bene nella cura dell’inquadratura. E così posto la foto di Aurelio ‘er micione’ gran lavoratore e persona amabile. Testimone dei tempi migliori” conclude Verdone, augurando “una Buona Pasqua a tutti voi con affetto“.


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