“Promuovere la danza italiana nel mondo”  

Scritto da il 31 marzo 2018

Promuovere la danza italiana nel mondo

Da uno spettacolo Aterballetto

Pubblicato il: 01/04/2018 16:26

”Vogliamo dar vita, nel prossimo triennio, a una istituzione nuova, capace di assumere funzioni di promozione e sviluppo di Tersicore nel nostro Paese, proiettando l’immagine della danza italiana, con i suoi artisti, in ambiti internazionali”. E’ quanto ha dichiarato all’Adnkronos Gigi Cristoforetti, nuovo direttore generale di Aterballetto, la più importante compagnia italiana, presentando il suo programma artistico. Ed ha aggiunto: ”Siamo convinti di poter offrire all’Italia un centro di riferimento, forti della natura pubblica della Fondazione Nazionale della Danza”.

Una politica culturale, quella del neo direttore, basata sull’integrazione e sulla collaborazione con enti, istituzioni, compagnie, artisti per elaborare nuove piattaforme progettuali, non solo in ambiti tersicorei. Tra i primi appuntamenti ‘In/Finito’ (22 aprile, Reggio Emilia), progetto nato in collaborazione con la manifestazione ‘Fotografia Europea 2018’ che mette a confronto l’effimero tersicoreo con la ‘rappresentazione’ iconica della foto. Tra i protagonisti giovani coreografi e registi (Saul Daniele Ardillo, Damiano Artale, Hektor Budlla, Philippe Kratz, Roberto Tedesco, Diego Tortelli) all’interno di performance che articolano, frammentano rivoluzionano, in parte, immagini estetiche, percezioni spaziali.

Centralità di Aterballetto, naturalmente, punta di diamante di un visione strategica che avvierà, secondo quanto annunciato da Gigi Cristoforetti, ‘intese’ multidisciplinari con il mondo dell’arte, del teatro, della musica, della fotografia. ”Ma anche con quelle che io chiamo le categorie ‘silenti’ – ha aggiunto il neo direttore generale di Aterballetto – i bambini o le persone più fragili. Perché sono convinto che la danza in Italia non sia un vaso di coccio, ma di terra, con straordinarie possibilità ancora inespresse”.

”Purtroppo – ha proseguito – le risorse sono soprattutto a favore della musica e del teatro. E’ giusto che Tersicore trovi finalmente i suoi spazi, si rimetta in gioco con obiettivi comuni attraverso l”ibridazione’ della cultura. E’ giunta l’ora che nelle stagioni dei teatri anche la danza abbia pari dignità con le altri arti”.

Ed a proposito di collaborazioni eccellenti tra le arti, in programma un omaggio a Federico Garcia Lorca firmato dal coreografo e regista Diego Tortelli su musiche originali di Francesco Sacco (‘Lorca sono tutti’, 24 aprile – Teatro Ponchielli di Cremona) a Skakespeare con una rilettura della ‘Tempesta’ a cura di Giuseppe Spota, su una partitura creata espressamente da Giuliano Sangiorgi (12 giugno- Piccolo Teatro Strehler) accanto a ‘Tango Glaciale’ riproposto, a distanza di anni, da Mario Martone dopo il debutto a Napoli nel 1982 (1 luglio- Ravenna Festival).

Ed ancora, ‘Bach Project’, nuova creazione che la Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto ha affidato a Diego Tortelli, che debutta accanto a ‘Sarabande’ di Jiri Kylian, sempre su musiche di Bach, e a ‘Domus Aurea’, brano accompagnato dalla musiche eseguite live dall’Ensemble Sentieri Selvaggi (14 settembre al Carignano di Torino e poi all’Elfo Puccini di Milano). Ed infine ‘Nine Bells’, performance per una danzatore e un percussionista con nove campane a lastra, su una suite in tre movimenti dall’opera omonima del compositore Tom Johnson, nata dall’incontro tra Valerio Longo con la musica del percussionista Simone Beneventi, premiato con il Leone d’argento alla Biennale musica di Venezia 2010 (10 ottobre – Fonderia di Reggio Emilia).

Accanto a Gigi Cristoforetti, anima della compagnia, Sveva Berti, ex stella di Aterballetto, oggi nel ruolo di coordinatrice artistica. ”Sveva ha tutta l’intelligenza, la conoscenza, le capacità per interpretare e ‘tradurre’ i bisogni della compagnia – ha spiegato ancora Cristoforetti – Ha la mia massima fiducia. Un’interlocutore importante per capire, attraverso il suo sguardo e la sua lungimiranza, se un progetto può prendere corpo e trasformarsi in realtà”.

”Vogliamo combattere la sindrome dell”autonomismo’ e condividere progetti in partnership -ha concluso Cristoforetti – E’ questa la nostra ambizione, la nuova sfida di Aterballetto. Vogliamo continuare a creare, naturalmente, ma in condivisione con altre realtà, anche straniere e soprattutto non essere una compagnia d’autore, autoreferenziale, che si trasforma nello specchio di un unico coreografo, ma aprirci sempre di più alle nuove necessità della contemporaneità”.


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