M5S alla guerra dei tagli  

Scritto da il 1 aprile 2018

M5S alla guerra dei tagli

AFP PHOTO / Andreas SOLARO

Pubblicato il: 02/04/2018 14:27

L’asse tra il Movimento 5 Stelle e la Lega che ha portato all’elezione dei due nuovi presidenti di Camera e Senato, sulla sfondo della difficile (e probabilmente lunga) partita che si gioca per la formazione del nuovo governo, potrebbe replicarsi in sede di Ufficio di presidenza a Montecitorio, luogo scelto dai pentastellati come teatro della battaglia per l’abolizione dei vitalizi e dei costi della politica, punto cardine del programma di governo del Movimento guidato da Luigi Di Maio.

Non a caso, il primo pensiero del candidato premier grillino è andato proprio agli sprechi della politica, subito dopo la votazione che ha portato alla formazione della ‘squadra di comando’ di Montecitorio. Con Roberto Fico alla presidenza della Camera e Riccardo Fraccaro questore anziano, “per i vitalizi non c’è più scampo”, ha avvertito Di Maio. Eppure, l’en plein realizzato dai 5 Stelle nell’Ufficio di presidenza non basta ad avere la certezza del risultato. Oltre a Fico e Fraccaro, infatti, il M5S può contare su una vicepresidente (Maria Edera Spadoni) e quattro segretari.

In tutto, sette voti che scendono a sei perché il presidente della Camera per prassi non vota. Ecco che il blitz per occupare le caselle chiave potrebbe non bastare. Da qui la necessità di guardare fuori casa. E dove, se non a quella Lega con la quale si sta intavolando la partita delle partite per Palazzo Chigi? Per ora, si apprende da fonti parlamentari pentastellate, non ci sarebbero state ancora risposte da parte dei leghisti. Eppure, lo stesso Matteo Salvini non ha fatto mistero di puntare a una riduzione dei privilegi.

Già il 14 marzo Salvini, dopo un colloquio telefonico con Di Maio, aveva aperto a un taglio dei vitalizi e delle spese inutili: sarà una “nostra priorità”, aveva promesso il leader della Lega. Non solo. Salvini ha anche paventato un taglio dei vitalizi “retroattivo”. Solo indizi, che però lasciano intendere che sull’argomento ci potrebbe essere una convergenza tra le due forze premiate dalle urne.

Il percorso del ddl Richetti che aveva come obiettivo proprio il taglio dei vitalizi (e sul quale c’era stato un accordo con il Pd) si è arenato al Senato alla fine della scorsa legislatura dopo aver superato il vaglio della Camera. Questa volta però il M5S non vuole incagliarsi in un accidentato percorso parlamentare, ma vorrebbe affrontare il tema direttamente con una delibera in Ufficio di presidenza.

“D’altronde – ha sottolineato lo stesso Fraccaro in un’intervista al Sole24Ore – è questa la sede prescelta già dal 2012 con la riforma del sistema contributivo. Ad oggi sono in pagamento 2.600 vitalizi per un totale di 190 milioni l’anno”.

Fraccaro ha annunciato: “Come questore anziano sottoporrò da subito al collegio la necessità di intervenire di concerto con l’Ufficio di presidenza. Tutte le forze politiche si sono impegnate in tal senso: confidiamo che si passi subito ai fatti”. Nell’Udp di Montecitorio la Lega schiera quattro ‘pedine’: il vicepresidente Lorenzo Fontana e tre segretari. Si lavora quindi a un asse che potrebbe diventare il banco di prova in vista di un’eventuale intesa di governo.

Ma l’abolizione dei vitalizi non è l’unico obiettivo del Movimento. “Da sempre il M5S sostiene che vadano anzitutto ridimensionate le spese per i deputati – ha ricordato sempre Fraccaro – che in totale, tra indennità, benefit e rimborsi, ammontano a circa 280 milioni”.

Anche “le spese generali di funzionamento della Camera, che superano i 200 milioni, andranno vagliate con attenzione per eliminare ogni possibile spreco”, ha sottolineato il questore anziano di Montecitorio. Sul fonte dei costi dei dipendenti, “sarà necessario intervenire per ridurre le voci di spesa che, peraltro, già erano state individuate su nostro impulso dall’Ufficio di presidenza uscente”.


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