‘Voucher’ baby sitter, come richiederli  

Scritto da il 3 aprile 2018

'Voucher' baby sitter, come richiederli

Pubblicato il: 04/04/2018 10:28

Contributo per baby sitting e servizi all’infanzia nei nidi convenzionati per lavoratrici dipendenti, autonome e iscritte alla gestione separata: arrivano le istruzioni (LEGGI) per la presentazione delle domande 2018.

La somma – introdotta in via sperimentale dall’articolo 4 comma 24 della legge 92/2012 e prorogata per il biennio 2017-2018 dall’articolo 1, commi 356 e 357, della legge di bilancio 2017 – “offre la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità ed entro gli 11 mesi successivi, in alternativa al congedo parentale, la corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting o un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, per un massimo di sei mesi”.

LIBRETTO FAMIGLIA – Dopo l’abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio – con conseguente possibilità di utilizzare i voucher fino al 31 dicembre 2017 – l’articolo 54-bis del decreto legge 50/2017 (convertito dalla legge 96/2017), si legge sul sito Inps, ha previsto che il contributo “per l’acquisto di servizi di baby-sitting, sia erogato mediante la modalità del ‘Libretto Famiglia’”.

2018 – Pertanto, ricorda l’istituto di previdenza, “a partire dall’anno 2018 il voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting viene rinominato ‘Contributo per l’acquisto di servizi di baby sitting’ e viene erogato secondo le modalità previste per il ‘Libretto Famiglia’”.

ON LINE – Inoltre, precisa l’Inps, “i voucher già acquisiti telematicamente entro il 31 dicembre 2017 continueranno ad avere validità fino al 31 dicembre 2018” e – per questi – sarà possibile inserire prestazioni lavorative esclusivamente con data fine, al massimo, 31 dicembre 2018.

RESTITUZIONE – Entro lo stesso termine, inoltre, “è fatta salva la possibilità di restituire in tutto o in parte i voucher oggetto di acquisizione telematica non utilizzati con il conseguente reintegro del corrispondente congedo parentale. Pertanto, i voucher non utilizzati e per i quali non è stato richiesto il rimborso entro il citato termine perderanno validità”.


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