Calma e gesso  

Scritto da il 5 aprile 2018

Calma e gesso

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 06/04/2018 06:53

E’ necessario e “utile qualche giorno di riflessione”, perché i partiti verifichino “le possibili soluzioni per dar vita a un governo”. Si è chiuso così, senza un nulla di fatto, come prevedibile, il primo round dei colloqui esplorativi. E’ il presidente della Repubblica Mattarella a fare il punto e a tirare le somme di un confronto che potrà e dovrà proseguire “responsabilmente” nei prossimi giorni.

“Alla luce del risultato elettorale è indispensabile, in base alle regole della nostra democrazia, che vi siano delle intese tra più parti politiche per formare una coalizione che possa avere la maggioranza in Parlamento e quindi far nascere e sostenere un governo”. Condizione che non è emersa nei due giorni di consultazioni al Quirinale. Per questo motivo il capo dello Stato avvierà “un nuovo ciclo di consultazioni per ascoltare le opinioni dei partiti e verificare se è maturata qualche possibilità che oggi non si registra” solo la prossima settimana. Appuntamento non legato ad una data specifica, proprio per lasciare libero il gioco delle forze politiche.

C’è da parte degli schieramenti la consapevolezza di dover cercare una coalizione per formare una maggioranza in grado di sostenere un governo e anche l'”esigenza di maggior tempo”. Ma è altrettanto vero che sono ampie le distanze ancora da colmare. Lo certificano le dichiarazioni degli stessi leader politici arrivati al Quirinale. Se infatti Silvio Berlusconi, chiedendo un governo senza “pauperisti e giustizialisti”, sembra di fatto sbarrare la strada ad un accordo con i Cinquestelle; Matteo Salvini ritiene invece che il centrodestra debba coinvolgere M5S, perché “altre soluzioni sarebbero temporanee e improvvisate”.

E Luigi Di Maio, nel rilanciare la proposta di un contratto di governo, indica come possibili controparti soltanto la Lega o il Pd. Quest’ultimo, con il reggente Maurizio Martina, ribadisce la scelta di svolgere l'”attività di minoranza parlamentare”.

Posizioni dunque ancora lontane, che durante i prossimi giorni, anche attraverso gli incontri annunciati da Salvini e Di Maio, potranno cristallizzarsi ancora di più o mutare, favorendo in questo secondo caso alleanze oggi ancora difficili da immaginare e magari anche radicali cambiamenti del quadro politico.

A certificarlo, quando il capo dello Stato riterrà che sarà giunto il momento (forse a metà della prossima settimana, anche se per ora il Colle non vuol indicare date), sarà un nuovo giro di consultazioni . Che non rappresentano un rituale bizantino, ma, tiene a spiegare lo stesso Mattarella, “hanno lo scopo di individuare, di fare emergere, in base agli articoli 92 e 94 della nostra Costituzione, una composizione di un governo che abbia il sostegno della maggioranza del Parlamento”. Di permettere cioè al Capo dello Stato di individuare una personalità che possa essere nominato a capo di un governo, in grado di ottenere la fiducia da una maggioranza alle Camere.


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