Piparo a 1.000, dai record del Sistina al West End  

Scritto da il 5 aprile 2018

Piparo a 1.000, dai record del Sistina al West End

Pubblicato il: 06/04/2018 15:23

Stasera in occasione della prima romana di ‘Billy Elliot il Musical festeggia le 1.000 alzate di sipario del Teatro Sistina, traguardo simbolico delle cinque stagioni da lui firmate alla direzione del teatro romano, ma gli impegni di Massimo Romeo Piparo nei prossimi mesi si arricchiscono di nuovi titoli e nuove avventure, come quella che lo porterà nel West End di Londra e non solo.

L’autore, regista e produttore co-produce infatti insieme alla Global Creatures e su licenza della Bazmark del regista Baz Luhrmann la prima versione teatrale di ‘Strictly Ballroom’ (1992), esordio cinematografico del regista australiano autore di film cult come “Moulin Rouge!” e “Romeo + Juliet” che fu premiato al festival di Cannes.

‘Strictly BallRoom’ ha tra l’altro dato vita al format ‘Strictly Come dancing’ divenuto famoso in tutto il mondo con il titolo di ‘Dancing with the stars’, il nostro ‘Ballando con le Stelle’, che proprio Piparo propose nel 2005 a Rai1 (“grazie al compianto Bibi Ballandi per il quale lavoravo allora”, sottolinea) e divenne capo progetto del programma, affidato poi a Milly Carlucci.

Piparo partecipa a questa nuova produzione teatrale con la sua nuovissima Peep Arrow Entertainment UK, costola londinese della già consolidata PeepArrow Entertainment Italia che produrrà musical per l’inghilterra ma anche per gli altri mercati nord europei. ‘Stricltly Ballroom’ arriverà nei prossimi anni anche nel nostro paese. “Pensiamo che nel 2020 potremo essere pronti per la versione italiana, per almeno due anni speriamo tenga nel West End”.

Dei 5 anni alla guida del Teatro Sistina, Piparo afferma: “Quando ho realizzato questo numero ho chiesto di ricontrollare perché mi sembra ieri. Eppure siamo andati a vedere un po’ di numeri e siamo davvero una grossa impresa con dei numeri che devono incoraggiare il Paese. Più di 30 milioni di fatturato di biglietteria con 780 artisti che hanno calcato il palco e 270 tecnici, oltre a 70.000 studenti tra gli spettatori“.

“Giunto a questo traguardo posso dire con orgoglio – aggiunge – di aver rilanciato questo storico teatro e di averlo riportato ai fasti degli anni ’70, ’80 e ’90, scongiurandone la chiusura e salvando diversi posti di lavoro. Ce l’abbiamo fatta, smettendola di recriminare e lavorando a testa bassa”, sottolinea.

Le imprese di Piparo che varcheranno i confini non si limiteranno a ‘Strictly Ballroom’. “Sempre con la Peep Arrow Uk produrremo ‘We Will Rock You’, il Musical con le canzoni dei Queen, un mega allestimento e una grande star internazionale nel cast, di cui però non posso ancora fare il nome”. Per questo titolo è già in programma un grande tour europeo: “Inizieremo nell’ottobre 2019 in Olanda e poi andremo in Belgio, Danimarca, Bulgaria, Austria, Svizzera e forse altri. Ma purtroppo non potremo portarlo in Italia per problemi di diritti sulle canzoni dei Queen”.

Intanto anche in Italia la ‘macchina’ di Peep Arrow non si fermerà. “Jesus Christ Superstar“, il musical ancora una volta interpretato da Ted Neeley, è ripartito in tour europeo e dopo le tappe di Amsterdam, Sofia, Barcellona, Madrid, tornerà anche in Italia, per un appuntamento unico il 14 agosto sul prestigioso palco dell’Arena di Verona. “Questo musical è diventato il nostro migliore biglietto da visita all’estero. Proprio ieri sera abbiamo debuttato in Bulgaria, dove siamo la prima grande produzione internazionale di musical ad arrivare”.

E sempre dall’Arena di Verona ripartirà il 29 settembre “Mamma Mia!”, che con i suoi 200.000 spettatori in sole 110 repliche si avvia a essere il musical teatrale più visto in Italia negli ultimi 10 anni. Lo spettacolo dopo Verona riaprirà la prossima stagione del Teatro Sistina l’11 ottobre e poi proseguirà fino alla primavera inoltrata del 2019 toccando i più importanti teatri italiani. “Abbiamo infilato un bel numero di successi in questi anni. Bisogna farne tesoro e fare modello. Perché la rinascita del Sistina e il successo di queste produzioni parlano chiaro: il pubblico se si lavora bene c’è“, conclude Piparo.


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