Ti sposi? Occhio alla fregatura  

Scritto da il 5 aprile 2018

Ti sposi? Occhio alla fregatura

(Fotogramma)

Pubblicato il: 06/04/2018 13:37

Il giorno del matrimonio è tra i più attesi, ma per essere sicuri che tutto nell’organizzazione vada come desiderato è utile seguire qualche accorgimento. Agli sportelli dell’Unione nazionale consumatori (Unc) non mancano, infatti, segnalazioni da parte di chi si lamenta di disservizi durante il banchetto, di fotografi che hanno dato forfait o, ancora, di negozianti che si ostinano a non voler riconoscere la garanzia in caso di prodotti difettosi tra quelli scelti nella propria lista di nozze.

Il primo consiglio che offre l’Unione nazionale consumatori è quello di confrontare con un certo anticipo le offerte di diversi fornitori prima di procedere con le rispettive prenotazioni, così da avere le idee chiare sulla migliore soluzione che fa per noi, in relazione al nostro budget e ai nostri standard qualitativi. Per quanto riguarda il banchetto, è bene scegliere la location con cura (si tratta generalmente della spesa più impegnativa) facendo attenzione a far inserire nel preventivo tutte le voci, comprese quelle per la fornitura dei tavoli e degli altri arredi.

Inoltre, è bene stabilire regole chiare per eventuali disdette. Il Codice del consumo non disciplina la prenotazione, quindi per la disdetta si fa riferimento alle regole generali del Codice civile. Se il ristorante chiede una caparra secondo gli usi e consuetudini non dovrebbe essere superiore al 25% e per il consumatore è meglio che nella ricevuta sia definita ‘caparra penitenziale’: in questo caso, infatti, il ristoratore incamera la somma, ma non può agire per ulteriori risarcimenti.

Se, invece, la caparra è ‘confirmatoria’ o se non viene versato alcun acconto, il ristorante può agire per il risarcimento del danno (oltre a incamerare la caparra), ma deve dimostrarlo, per esempio provando che ha già sopportato delle spese o che ha dovuto rifiutare un’altra prenotazione per la data concordata, il che non è facile. In entrambi i casi, è bene ricordare che molti contratti non sono validi perché si prevede una penale per la disdetta solo a carico degli sposi, mentre per legge il contratto deve stabilire che andrà restituito il doppio della caparra se è il ristoratore a rinunciare al servizio: se questa specifica non è riportata, la disdetta sarà gratuita anche per gli sposi.

Molte delle segnalazioni riguardano, poi, le scarse porzioni delle pietanze: se non si concordano preventivamente e per iscritto delle porzioni minime, non ci si potrà rivalere su nulla; i ristoranti, infatti, sono esercizi di somministrazione (e non negozi che devono vendere ‘a peso’), quindi non sono obbligati a servire delle ‘giuste’ porzioni.

Il preventivo scritto, dove chiedere al ristoratore di indicare tutti i dettagli, tornerà utile anche per altri aspetti legati al pranzo: quasi sempre, infatti, i pranzi collettivi non sono ‘alla carta’, ma si raggiunge un accordo sulle portate, sul servizio e sul prezzo. Non solo: poiché il pranzo non è ‘alla carta’, cade anche la regola che impone ai ristoranti di specificare nel menù se usano materie prime o ingredienti congelati.

Anche nel caso ci si affidi al classico catering, è dunque quanto mai opportuno chiarire questi aspetti per iscritto, altrimenti ogni lamentela successiva non avrà fondamento giuridico. Stesso discorso vale per il vino, il cui costo può rischiare di essere estremamente salato a fronte di una scarsa qualità: dato che in genere i ristoranti applicano sulle bottiglie un ricarico che è il triplo del prezzo d’acquisto, è consigliabile vedere chi è il produttore (cioè farsi specificare il nome della cantina) e verificare che il ricarico non sia spropositato.

E se al pranzo gli invitati sono molti meno rispetto a quelli inizialmente previsti? Anche in questo caso, si può essere tutelati se nel preventivo scritto è stata prevista una proporzionale riduzione del prezzo in caso di defezioni del numero dei partecipanti, da comunicare al ristoratore con un certo anticipo.

Le possibili controversie non riguardano però solo il pranzo di nozze, non è infatti raro che nascano discussioni anche con i fotografi. Scegliere il fotografo per il grande giorno non è semplice, perché è un momento unico che vorremmo fosse immortalato per sempre nel migliore dei modi. Ecco, allora, che anche in questo caso optare per chi ci fornisce un preventivo scritto è un’importante forma di tutela: sul preventivo è bene farsi indicare tutti i dettagli del servizio offerto, i tempi e i costi.

Quando si parla di ‘lista di nozze‘, ci si riferisce a quei contratti stipulati con un certo negoziante (generalmente di articoli per la casa) con il quale ci si accorda perché gli invitati possano scegliere il regalo più appropriato recandosi nel negozio, in modo da evitare i doppioni attraverso la consultazione della lista. Per essere certi di non perdere i diritti di garanzia, ci si deve far consegnare dal negoziante una ricevuta che specifichi la data di consegna dei vari articoli (perché è da quel momento che partono i due anni di garanzia).

Nel caso in cui, invece, si scelga come regalo il classico viaggio di nozze, il consiglio è di chiedere agli amici di indicare che il versamento è fatto in favore degli sposi visto che non sono rari i casi di agenzie che poi spariscono nel nulla.

Insomma, sposarsi è un’emozione bellissima e, per far sì che resti uno dei giorni più belli della nostra vita, la prima regola fondamentale quando si prendono accordi è sempre quella di mettere tutto per iscritto e di conservare ogni ricevuta, così da essere certi di avere in mano un documento incontrovertibile in caso di controversie. Potrà sembrare una magra consolazione se qualcosa andasse storto, ma almeno si eviterà che oltre al danno ci sia anche la beffa.


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