Torna la jeans mania  

Scritto da il 5 aprile 2018

Torna la jeans mania

I jeans in total look sulle passerelle della spring-summer 2018. Da sinistra Chanel (Afp), Dior (Fotogramma) e Alexander McQueen (Afp)

Pubblicato il: 06/04/2018 13:03

Bella Hadid lo ha capito da tempo. E tra una passerella e l’altra ha fatto da apripista, vestendolo dalla testa ai piedi. Croce e delizia di ogni trendsetter che si rispetti, questa stagione il tessuto di jeans vive la sua epoca d’oro. Abbandonata la veste sportiva, ribelle e anticonformista, la tela di Genova cambia pelle, diventando capo indispensabile (e ultra glamour) per la bella stagione.

Ma non chiamatelo solo jeans. Se è vero che ogni donna possiede almeno un capo trattato o reinventato sottoforma di denim, quest’anno il segreto è indossarlo come fosse una seconda pelle e soprattutto in versione head-to-toe.

Lo sanno bene gli stilisti, che per la spring-summer 2018 hanno sublimato il jeans, rigorosamente in total look. Come da Dior, dove il denim si indossa – letteralmente – dalla testa ai piedi. Declinato in versione sartoriale, il denim by Chiuri si spalma su baschi, gonne e tuniche, riproducendo uno styling dal sapore retrò e vagamente hippie. Ecco i modelli a zampa di elefante e la gonna patchwork alternarsi a strati di tulle, seta e pelle. O ancora a righe marinière, blouson e frange.

Ma a nobilitare la toile de Nimes pensa anche Mugler, con bustier con impunture a vista e pantalone second skin. E lo stesso fa Karl Lagerfeld da Chanel, che alterna il jeans a materiali avanguardisti come la plastica e il pvc sfrangiato che remixa con i codici di Mademoiselle, il tailleur bouclé e l’abitino in tweed.

E se la salopette total denim spadroneggia da Max Mara, da Alexander McQueen Sarah Burton non è da meno e manda in scena la sua personale visione del denim, rendendo omaggio all’esprit botanico dei giardini inglesi, con i motivi floreali a fare capolino da pencil skirt e giubbotti.

Come portarlo? Le soluzioni sono molteplici. Si va dall’opzione giubbotto+gonna al ginocchio, al pezzo unico della salopette, fino al tank top+pantalone baggy o alla combinazione giacca+minigonna+stivali alla Tom Ford. C’è poi chi preferisce stupire con lavaggi alternativi, come il tye-dye di Msgm o il candeggiato di Public School e Oscar de la Renta, senza dimenticare le contaminazioni denim+stampa d’arte come Calvin Klein, che su giubbotto e pantalone riproduce la serigrafica Dennis Hopper di Andy Warhol. Per chi ama il minimal, poi, c’è sempre Derek Lam.

Se è vero, come diceva Yves Saint Laurent, che i jeans sono la cosa “più spettacolare, più pratica comoda e disinvolta” nella moda, con le mille varianti proposte in passerella, quest’anno, chi vuole stupire ha solo l’imbarazzo della scelta.


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