Gli 80 anni della Cardinale: festa al Teatro San Carlo  

Scritto da il 8 aprile 2018

Gli 80 anni della Cardinale: festa al Teatro San Carlo

Claudia Cardinale con Rosanna Purchia al Teatro San Carlo

Pubblicato il: 09/04/2018 16:25

Un compleanno da vera diva per lei che orgogliosamente si definisce “antidiva”, anzi: una “donna normale che di mestiere fa l’attrice“. Claudia Cardinale compirà 80 anni domenica 15 aprile e festeggerà al Teatro San Carlo di Napoli, dove nello stesso giorno, alle 19, si terrà la prima nazionale dell’allestimento firmato Martin Kusej dell’opera di Dmitrj Shostakovich‘Lady Macbeth del Distretto di Mtsensk‘. Cosa accadrà non lo sa neanche lei, attrice che ha segnato la storia del cinema italiano e internazionale: “Hanno organizzato tutto senza dirmi niente, non so chi ci sarà ma credo proprio che verrà un bel po’ di gente“, ha raccontato durante un incontro con la stampa tra il Foyer e il Palco reale del Massimo partenopeo.

Claudia Cardinale in questi giorni è al Teatro Augusteo, a pochi metri proprio dal San Carlo, per ‘La strana coppia’, testo tratto dall’originale di Neil Simon riadattato in italiano e “al femminile” da Pasquale Squitieri, scomparso un anno fa e che resterà per sempre “l’unico amore della mia vita”, ha detto l’attrice che ha ricordato la sua prima esperienza con Squitieri, proprio a Napoli, il film ‘I guappi’ del 1974. Di quel set ricorda con simpatia una scena di sesso con Fabio Testi: “Pasquale passò e urlò ‘basta!’. Aveva organizzato lui la scena, ma gli dava fastidio che stesse durando troppo”.

Tra una chiacchierata con il critico Valerio Caprara e le interviste con le tv, Claudia Cardinale ha ripercorso le maggiori collaborazioni della sua carriera, come quelle con Alain Delon: “Dopo aver finito di girare c’era la fila per andare a letto con lui, uomini e donne”. Mentre a chi le ha chiesto del fascino di Marcello Mastroianni, l’attrice ha assicurato: “Non sono mai cascata per un attore, ho avuto un solo amore nella mia vita ed è Pasquale Squitieri“. Immancabili le domande su Napoli, città alla quale è inevitabilmente legata: “Il mio uomo è stato napoletano, la adoro, amo come si mangia”, e ci sono anche parole al miele per il Teatro San Carlo, un “teatro meraviglioso. Sono felice di festeggiare qui“.

La sovrintendente del Massimo napoletano, Rosanna Purchia, definisce “una fortunata coincidenza astrale” la scelta di Claudia Cardinale di festeggiare al San Carlo il suo compleanno. Quello di “una grandissima diva, anche se lei si definisce ‘antidiva’, che è di esempio a noi tutti per il suo carattere e la sua semplicità. Claudia Cardinale – aggiunge Purchia – è diva dentro: non è usuale che una donna come lei, che ha fatto la storia del cinema, non faccia mai pesare la sua grande carriera e il suo passato“.

La scelta del teatro napoletano “è stata reciproca – aggiunge Rosanna Purchia – ci siamo contattati a vicenda, lei è a Napoli e ci è sembrato normale aprirle le porte del nostro teatro per questo evento, che coincide con l’andata in scena dell’opera di Shostakovich. Uno spettacolo che costituisce un’operazione coraggiosa da tutti i punti di vista, perché si parla della violenza sulle donne. E’ una denuncia molto forte”.

L’opera andò in scena per la prima volta nel gennaio del 1934 al Leningrad Maly Operny e il suo successo incuriosì Stalin che volle vederla. Il dittatore però, per i temi trattati (una donna borghese agiata che prende coscienza delle ingiustizie della società zarista, si innamora di uno dei servitori del suocero e insieme uccidono lo stesso suocero e il marito. Lei morirà deportata in Siberia) la proibì definendola “inadatta al popolo sovietico”.

C’è anche uno stupro di gruppo in scena. “La partitura è tutta pervasa di sesso, passione e violenza“, sottolinea Purchia. Una violenza che la stessa Claudia Cardinale ha vissuto sulla propria pelle a 16 anni quando, come lei stessa ha raccontato, venne violentata da un uomo più grande di lei. “Un’esperienza che lei ha subito e superato (e dalla quale è nato il figlio Patrick, ndr) con grande forza di carattere e volontà, anche se queste ferite non possono rimarginarsi del tutto”, conclude la sovrintendente del San Carlo.


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