La scossa ‘rovescia’ le casette  

Scritto da il 9 aprile 2018

La scossa 'rovescia' le casette

(foto dal profilo Facebook di Antonella Paganelli)

Pubblicato il: 10/04/2018 11:59

Tanta rabbia, indignazione e qualche polemica. Sui social è bufera dopo la scossa di magnitudo 4.6 che stamattina ha colpito la zona di Muccia, Pieve Torina e Pievebovigliana, in provincia di Macerata. Alcune delle persone che vivono nelle casette Sae, le soluzioni abitative in emergenza, hanno denunciato su Facebook i danni subiti all’interno delle abitazioni, con mobili e pensili crollati a terra in seguito alle scosse.

“Sae: sistemazione autonoma di emergenza, scatoloni dove bisognerebbe sopravvivere sicuri – scrive in un post Antonella Paganelli -. Sappiamo quanto sono costate, il doppio di una villa fatta bene (dalle nostre parti), ecco il risultato dopo una scossa 4,7 in una casetta, dentro la casetta e fuori dalla casetta”.

A farle eco Riccardo Pompei, che sempre su Facebook ha pubblicato delle foto con diversi pensili sparsi a terra: “Provate a immaginare se fosse successo intorno a questa ora con i bambini già alzati” denuncia. E poi ancora, mostrando un’altra foto, scrive: “Sae arredate da 2-3.000 Euro /mq alla prima scossa importante. Vergogna”.

In pochi minuti il post ha sollevato diverse polemiche tra gli utenti. “Leggendo i commenti credo che la colpa non sia della casa Sae ma di come siano stati fissati i mobili – scrive qualcuno – forse con qualche accorgimento in più come ad esempio le sbarre fissate meglio e più forti al movimento non sarebbe accaduto”.

“Che c’entrano le case – commenta Vale – lì non ha tenuto la piastra che tiene il mobile…mah”. “Evitiamo sti commenti superficialotti, please” chiosa qualcun altro. Fabio invece precisa: “Mi intendo un po’ di mobili e da quello che vedo la stecca reggi pensili è fissata solo con due stop e non ha retto, comunque mi spiace per l’accaduto”.

Vergogna per un pensile? – rimarca Sonia -. Ma ringraziamo di avere un tetto sulla testa che ce chi ancora sta in camper“. Più tranchant Stefano: “In una zona ad alto rischio sismico la scossa non è sfortuna, ma invece la superficialità di chi ha certificato quelle Sae credo possa definirsi disonestà”.


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