“Appeal azienda? Retribuzione, brand e formazione”  

Scritto da il 10 aprile 2018

Appeal azienda? Retribuzione, brand e formazione

(Fotolia)

Pubblicato il: 11/04/2018 19:58

“Senza dubbio una retribuzione adeguata di mercato, un brand importante che sarà nei prossimi anni sempre sul mercato e, visti i tempi, una continua formazione sul posto di lavoro in modo tale da essere adeguato ai possibili cambiamenti, rende un’azienda realmente attrattiva per un potenziale dipendente“. Lo dice, in un’intervista a Labitalia, Paolo Citterio, presidente nazionale dell’associazione direttori risorse umane Gidp-Hrda, in vista del Randstad Employer Brand 2018, il riconoscimento con cui Randstad – secondo operatore al mondo nel mercato dei servizi per le risorse umane – premia le aziende in cui gli italiani preferirebbero lavorare, sulla base della più completa e rappresentativa ricerca mondiale di employer branding.

“Insisto: non la formazione -chiarisce- dettata dai ccnl, ma quella che ci impartirà nuove nozioni, nuove strategie aziendali, che farà crescere il nostro talento innato e che ci aiuterà a far carriera all’interno o fuori. Visti i ‘tempi’ nostri. Non siamo più al posto fisso di Zalone: il lavoro vogliamo sempre averlo quando ve ne sia la necessità“.

“I premi come quello promosso da un’agenzia del lavoro multinazionale come Randstad (il Randstad Employer Brand) per sottolineare l’importanza dei cosiddetti Evp (employee value proposition) -sottolinea- sono decisamente importanti per le aziende e per i lavoratori, in quanto l’identificazione tra impresa e collaboratore promuove il cosidetto ‘engagement’ che privilegia la società e il dipendente”.

Ma quali sono, per Paolo Citterio, i fattori che contribuiscono ad ancorare le persone alle aziende dove lavorano e quali, invece, le inducono a lasciarle? “Anzitutto -assicura- il clima aziendale, che spesso le imprese tralasciano di percepire con le dovute modalità, invece adottate dalle imprese ove vi siano direttori Hr che non mancano di segnalare all’imprenditore o al Ceo opportune scelte, modifiche, coinvolgimenti del personale più adeguate ai tempi”.

“Invece, ripeto, quando il clima aziendale -avverte- è rovente, quando lo stress quotidiano dei lavoratori li lascia stanchi e insoddisfatti, quando l’impresa non investe in formazione nei propri dipendenti, quando omette di coinvolgerli economicamente nei premi di risultato che devono premiare coloro che hanno contribuito al successo, i migliori se ne vanno e forse l’azionista principale, il datore o il Ceo devono riflettere su come cambiare le cose“.

Come rimanere dunque ‘impiegabili’, come agire per l’employability delle persone? “Un accorgimento -suggerisce il presidente nazionale dell’associazione direttori risorse umane Gidp-Hrda- è quello di frequentare i siti specializzati nella ricerca, poi linkedin ecc; di leggere il Sole, Corriere e altra stampa specializzata che evidenzia le richieste per posizioni a noi interessanti in modo di avvicinarsi alla professionalità ricercata anche con stuti e corsi che ci consentano di reperirla come il mercato necessita”.


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