La Corrida riparte da Carlo Conti: “Uguale a 50 anni fa”  

Scritto da il 11 aprile 2018

La Corrida riparte da Carlo Conti: Uguale a 50 anni fa

Pubblicato il: 12/04/2018 06:59

La ‘ricetta’ non cambia. Il format creato 50 anni fa per ‘La Corrida – Dilettanti allo sbaraglio’ da Corrado e suo fratello Riccardo, regista radiofonico e autore radiofonico e televisivo, il meno noto dei fratelli Mantoni, verrà riproposto “tale e quale” da Rai1 a partire da venerdì, in prima serata. Lo afferma Carlo Conti che sarà al timone del programma, una produzione Rai in collaborazione con Magnolia: “Niente, nella formula non cambia niente. E’ lo stesso programma di 50 anni fa – promette il conduttore – e speriamo che anche la ‘cifra’ sia la stessa ovvero la leggerezza, la voglia di divertirsi; i protagonisti saranno due i dilettanti allo sbaraglio e il pubblico con i suoi campanacci, le sue pentole e quant’altro avrà per dare il suo giudizio facendo baccano.

‘La Corrida’ arriva così alla sua quarta vita: la prima fu in radio, per la Rai, a partire appunto da 50 anni fa, dal 1968 al 1979, poi passò in televisione, su Mediaset, sempre con Corrado alla conduzione, a partire dal 1986 e fino al 1997, due anni prima della sua morte a 75 anni. Mediaset ripropose il programma dal 2001 al 2009 con la conduzione di Gerry Scotti e poi nel 2011 con Flavio Insinna al timone. Con Carlo Conti, quindi, il programma nella versione televisiva è per la prima volta messo in onda dalla Rai: due ore per sei venerdì consecutivi, “non sono previsti prolungamenti”, dallo Studio 5 della Dear al Nomentano a Roma, 450 posti per un pubblico che cambierà da serata a serata, con orchestra a vista diretta dal maestro Pinuccio Pirazzoli e regia di Maurizio Pagnussat.

“E’ uno dei programmi che ho amato di più e lo amavo anche perché andava in onda sia da Roma sia da Firenze e io, fiorentino, ero affascinato dall’idea che andasse in onda dalla mia città”, racconta Conti che rende poi omaggio a Corrado, “un grande, uno fra quelli che hanno inventato la tv come la conosciamo oggi” che “non ho incrociato in Rai perchè quando io ho iniziato lui era già a Mediaset, ma negli anni ’90 ho incontrato di persona ai Telegatti, mi premiavano per la Tv dei ragazzi e io andai dai ‘grandi’ a presentarmi, lui fu molto gentile, quando gli dissi chi ero e cosa facevo lui mi rispose “lo so, lo so”, facendomi sentire uno di loro”.

Il confronto cui si sottopone Conti, con Corrado, è inevitabile. Un bel rischio? “Quando fai una cosa così ti butti, non ci stai a pensare su e poi sono in un periodo fortunato, cerco di divertirmi il più possibile”, un divertimento che Conti sostiene non è intaccato da ansia da prestazione sul fronte degli ascolti: “Mai andato in tensione per gli ascolti, anche Sanremo l’ho fatto, per tre volte, con assoluta incoscienza, e comunque montare, condurre uno spettacolo è il mio mestiere, mi sembra normale, non mi procura ansia”, anche perchè “ormai una prima serata si può vincere anche con il 14 – 15% o il 16 – 17%”, complice la frammentazione degli ascolti, e comunque “il venerdì è un po’ il mio giorno”.

Se la formula è la stessa, Conti invece non farà la ‘copia conforme’ di Corrado: “Le sue ‘facce’ a commento delle esibizioni dei concorrenti, ad esempio, sono inimitabili e io infatti non ci proverò neanche, magari mi scapperà qualche risata, anche perché lo show, per la sua natura, non prevede che si facciano prove e quindi vedrò tutto per la prima volta, insieme al pubblico”. In realtà un’occhiata ai concorrenti, una quindicina in campo ogni serata, Conti l’ha già data, visto che ha contribuito alla loro selezione finale. A gestire il traffico sul palco con Conti ci sarà come valletta Ludovica Caramis, che con lui ha già fatto ‘L’eredità’ e il conduttore sceglierà ogni sera una donna del pubblico per affiancare la valletta ufficiale.

Il pubblico sarà coinvolto anche con un balletto improvvisato che vedrà in ogni puntata alcuni spettatori spediti in una sala prove per mettere a punto un numero di danza in cui si esibiranno nel finale, ma il ruolo degli spettatori sarà anzitutto quello di giudicare i concorrenti scatenandosi in un giudizio sonoro al segnale del semaforo che dal palco gli darà il ‘verde’: più baccano faranno meglio sarà per il dilettante sottoposto al loro giudizio. “Se vogliono potranno portarsi gli ‘strumenti’ da casa”, dice Conti che promette di non infierire sui concorrenti: “Magari li prenderò un po’ in giro a modo mio, da fiorentino, ma comunque sarò sempre dalla parte dei concorrenti, rispettandoli molto”. ‘La Corrida’ è un programma anche social, con un profilo Facebook (raiunoofficial), uno Twitter (@Rai1official) e uno Instagram (rai1official).

Anche i concorrenti, cantanti, suonatori di strumenti strani, ballerini, barzellettieri, imitatori, rumoristi, maghi, mimi, poeti, acrobati, giocolieri, circensi, trasformisti…, non sembrano così diversi da quelli di Corrado: “Sono esclusivamente dilettanti, anzi abbiamo escluso chi poteva sembrare troppo professionale pur senza esserlo, principalmente sono ‘cantanti’ o almeno provano a cantare, provengono da tutta italia, di più dai piccoli centri, e ci sono più persone grandi che giovani ma con uno spirito e una voglia di divertirsi che spesso i giovani non hanno”, racconta il conduttore. Premi in palio, tranne un trofeo simbolico, non ce ne sono, niente a che fare, insomma, con i talent.

Celebrity? “Non sono previste, se poi mi viene a trovare qualche amico magari lo prenderò in giro”, risponde Conti e subito il pensiero corre ai suoi complici di sempre, Pieraccioni e Panariello. Proprio con questi ultimi Conti si sarebbe dovuto esibire a New York, esattamente nella data di inizio della Corrida: “Ovviamente non è possibile, cercheremo di farlo verso il prossimo Natale”.

Del resto il calendario di Conti è stato travolto dal dramma della morte dell’amico e collega Fabrizio Frizzi che lo ha riportato alla conduzione “fino alla fine della stagione”, dell’Eredità, facendo così slittare dal 6 al 13 aprile l’inizio della Corrida. Per Conti tornare nello studio dell’Eredità “è stata una delle cose più difficili che mi sia capitato di fare, avrei preferito essere ovunque piuttosto che in quello studio televisivo: io odio il freddo ma per me sarebbe stato meglio essere al Polo Nord in mutande”, dice Conti con un sorriso pallido e triste. Il conduttore infine, sottoscrive la proposta, avanzata ieri da Rai Bene Comune – IndigneRai, di intitolare gli studi del Nomentan a Frizzi, “una bella idea, speriamo si faccia”, ha commentato Conti.


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