Esce ‘Eco di Sirene’ di Carmen Consoli  

Scritto da il 12 aprile 2018

Esce 'Eco di Sirene' di Carmen Consoli

(Foto Adnkronos)

Pubblicato il: 13/04/2018 17:54

Tre donne, i loro strumenti e una musica dagli echi avvolgenti, con punte di rock e punk. Il racconto poetico di storie d’altri tempi e la riflessione amara sulla società di oggi, con le sue follie e le sue contraddizioni. E’ un mix che rimanda al canto ammaliante delle sirene di Ulisse, quello che Carmen Consoli propone nel suo nuovo album ‘Eco di Sirene’, in uscita oggi per Narciso Records/Universal Music. Un doppio cd con 22 brani arrangiati e orchestrati dalla stessa Consoli, eseguiti insieme alla violinista Emilia Belfiore e alla violoncellista Claudia Della Gatta.

L’album, presentato nello spazio delle ex cartiere Vannucci di Milano, è stato registrato live, in presa diretta, agli studi Forum Village di Roma e segue il tour acustico andato in scena lo scorso anno nei maggiori teatri d’Italia e d’Europa. Per la cantantessa è stata la realizzazione di un sogno: “Da tempo – dice – sognavo di scrivere per orchestra, volevo vedere i miei pezzi sotto una luce diversa; così ho messo su una piccola orchestrina da camera con violoncello, violino e chitarra e ho riarrangiato i brani”.

Quindi è nata l’idea del tour: “Abbiamo iniziato con poche date, che poi sono via via aumentate fino a triplicare e addirittura quadruplicare. Segno che il mio pubblico mi segue e mi incoraggia nei miei esperimenti“. E con il tour, che ha registrando numerosi sold out in 60 date tra Italia ed Europa, “ho avuto il piacere di portare la cultura italiana e siciliana all’estero”.

Delle 22 tracce, due sono inediti: ‘Tano’ e ‘Uomini Topo’. In entrambi, atmosfere graffianti e provocatorie accompagnano il racconto di come eravamo e come siamo diventati: il primo, che l’artista catanese esegue alla maniera dei cuntastorie della tradizione popolare siciliana, è “una storia d’altri tempi, di quando le mamme insegnavano alle loro figlie che gli uomini dovevano essere accettati sempre e comunque e le mogli dovevano sopportare per amore della famiglia”.

Oggi “quell’uomo, che io chiamo ‘l’uomo Tano’, non ha più il diritto alla prevaricazione, lo ha perso per legge, ma se la sua donna si ribella, è talmente accecato di rabbia che non solo uccide lei ma anche i suoi figli“.

In ‘Uomini Topo’, invece, viene proposta una lettura in chiave dirompente e corrosiva della società di oggi, vista come un ambiente dove dominano il ‘credo dell’immagine’ e i ‘giudizi veloci’ come tweet. E dove l’empatia tra le persone è sempre più rara e la tolleranza è ogni giorno più difficile: “Ho provato a immaginare un’era in cui gli scienziati modificano il dna dell’uomo con quello del topo, che ha una capacità di adattamento molto più alta”, spiega Consoli. Del resto, “l’uomo è un essere contorto; sta distruggendo il pianeta e invece di cercare politiche per salvaguardarlo, cerca di mutare sé stesso per adattarsi al mondo che sarà”.

Il senso più profondo di ‘Uomini Topo’ è quello dell’intero disco. E l’album conferma ancora una volta lo stile del tutto originale della cantantessa, affiancato a una maturità che emerge anche dalla cura dettagliata del suono: “Abbiamo registrato al Forum di Roma, uno studio storico dove sono state registrate alcune delle più importanti colonne sonore dei film, dove sono passati artisti del calibro di Ennio Morricone e Luis Bacalov”. L’atmosfera che si respirava in quella sala “ci ha portato naturalmente a suonare in modo diverso; abbiamo registrato in analogico su un nastro in presa diretta. Un, due, tre, ci siamo messe a suonare e cantare”. E “ci sono anche degli ‘errori’, che io chiamerei ‘licenze poetiche’ proprio perché non si poteva intervenire come accade invece con gli strumenti più moderni”, ma è proprio questo che accresce il valore di questo progetto. Di sicuro, conclude Consoli, “mi sono tolta uno sfizio ed è stata una bellissima esperienza”.


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