Fuest (Ifo): “Con nuova crisi Italia rischia”  

Scritto da il 12 aprile 2018

Fuest (Ifo): Con nuova crisi Italia rischia

Pubblicato il: 13/04/2018 17:38

La crescita della zona euro resta “fragile” e con la prossima crisi economica i paesi con alti livello di debito come l’Italia rischiano di più. Da qui la necessità che il nuovo governo affronti con “urgenza” problemi strutturali del paese, senza deragliare dalla regole Ue. Così all’Adnkronos Clemens Fuest, direttore del centro tedesco di ricerca Ifo, e tra i consiglieri di fiducia della cancelliera Angela Merkel.

“L’Italia ha debolezze strutturali ed un livello di debito molto alto, dunque e avrà poco margine di manovra sui conti quando arriverà la prossima crisi e questo solleva preoccupazione“, spiega l’economista. “La ripresa eurozona è forte ma non durerà per sempre – insiste – noi speriamo che duri ancora qualche anno ma è chiaro che a un certo punto ci sarà un calo e in quel caso avremo dei problemi perché ci sono alti debiti pubblici, gli stati hanno un margine di manovra ridotto, la politica monetaria è ancora espansiva, i tassi sono già ai minimi quindi non c’è margine per ridurli come si fa in caso di recessione”.

Per Fuest dunque la Bce ha già giocato le sue cartucce, e in questa cornice a pagare il prezzo più alto saranno i paesi ad alto debito come l’Italia, che viaggia a quota 131,8% del pil nel 2017. L’Italia è tra i paesi che “non hanno gli strumenti necessari in caso di nuove crisi”, incalza, ma anche per “Spagna e Francia i margini di manovra saranno limitati”. Certo non siamo come la Grecia, precisa, ma “il paese ha problemi profondi, con la produttività ferma a livelli bassi da vent’anni e questo va affrontato con urgenza, perché abbassare quel livello di debito senza produttività è impossibile”.

Il nuovo governo italiano “dovrà evitare di minare la fiducia degli investitori e delle imprese e perseguire politiche che diano fiducia a consumatori e investitori”. L’esecutivo, aggiunge Fuest, “dovrà impegnarsi subito nelle riforme economiche per la produttività che affrontino i problemi strutturali del paese”, partendo dalla “riforma del sistema fiscale, scolastico e giudiziario”.

“Vista dall’estero – osserva – si nota come il governo Gentiloni abbia iniziato queste riforme ma non sia andato sufficientemente lontano: ecco questa combinazione tra riforme strutturali e consolidamento di bilancio sono la cifra che il nuovo governo dovrà mantenere“.

Per Fuest appare opportuno che i vincitori delle elezioni, il leader leghista Matteo Salvini e il pentastellato Luigi Di Maio usino prudenza con i loro slogan. “Direi loro che è molto pericoloso arrivare con il messaggio che Italia non rispetterà le regole Ue e andrà contro consolidamento. Questo non fa bene al vostro paese, mina la fiducia del resto dell’Ue e rende le riforme dell’eurozona molto più difficili”, taglia corto il direttore Ifo. “Quello che dice Salvini ha effetti anche fuori dall’Ue e non aumenta la fiducia“. Quanto a Di Maio, conclude, “non ho capito cosa voglia veramente, forse cambierà quando sarà al governo”, quindi “diamo loro la chanche di ripensare quello che vogliono”.


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