Cura di sé fonte di felicità per le donne  

Scritto da il 16 aprile 2018

Cura di sé fonte di felicità per le donne

(Fotolia)

Pubblicato il: 17/04/2018 14:50

La cura di sé e la bellezza sono fonte di felicità per le donne. Sarà anche per questo che le italiane sono molto interessate alla bellezza, più della media europea. Un’attenzione che è espressione di valori innati nella cultura italiana, quali senso estetico, eleganza, armonia ed equilibrio, creatività. A rivelarlo ‘L’Osservatorio Beauty’ lanciato da L’Oréal Italia, azienda leader nel settore della cosmesi, che con questa iniziativa intende promuovere studi e tendenze nell’ambito della cosmetica per capire meglio le attitudini degli italiani verso la cura del sé.

L’Osservatorio è realizzato in collaborazione con il dipartimento Consumer & Market Insight di L’Oréal Italia, che quotidianamente si occupa di produrre e coordinare ricerche quali-quantitative per approfondire la conoscenza sui consumatori. Prima della serie, un’analisi realizzata dal dipartimento Cmi sulle donne italiane e il loro rapporto con la bellezza utilizzando diverse fonti: Istat, Censis 2017, World Happiness Report 2018, Ipsos Beauty Track 2016, Osservatorio Immigrati, Gfk 2016 e Publicis Media on Global Webindex 2017.

Lo studio parte da un’analisi delle trasformazioni demografiche che si sono manifestate negli ultimi anni nel nostro Paese, tra cui: diminuzione delle nascite, forte invecchiamento della popolazione e aumento delle migrazioni. “Questi cambiamenti, che verosimilmente subiranno un’ulteriore accelerazione nel futuro, hanno determinato fenomeni di grande rilevanza per lo sviluppo sociale ed economico del nostro Paese, con impatti sul tessuto sociale, sullo sviluppo economico, sul mercato del lavoro e sulla salute dei cittadini”, osserva.

Nel 2018 le Nazioni Unite – riporta lo studio – hanno realizzato il World Happiness Report, ed è emerso come l’Italia sia solo al 47° posto della classifica dei Paesi più felici; una classifica che vede prima la Finlandia, e in generale molto in alto i Paesi del Nord Europa, e ultimo il Burundi; e un’Italia che è all’ultimo posto rispetto ai grandi Paesi europei (Germania 15°, Uk 19°, Francia 23°, Spagna 36°). Ma da cosa è determinato questo ranking? “L’Italia ottiene buoni punteggi su Pil, aspettativa di vita in buona salute e welfare, anche se più familiare che pubblico. Ma punteggi molto bassi nel grado di fiducia nel sistema, per via della percezione di corruzione diffusa e dei privilegi e delle diseguaglianze sociali che ne derivano”, sottolinea.

“Da un lato, infatti, abbiamo un’elevata qualità della vita nel privato, quel ‘saper vivere’ che ci viene riconosciuto e invidiato dagli stranieri: buoni cibi, buoni vini, eleganza nel vestire, calore e simpatia nei rapporti umani, bellezza diffusa, capacità di godere dei piaceri quotidiani. Dall’altro, un ‘sistema Paese’ critico: identificato con un malfunzionamento delle istituzioni una scarsa efficienza delle istituzioni, un sistema di sicurezza ed equità sociale non adeguato, un sistema sanitario in alcune regioni poco efficiente e infine uno scarso senso civico dei cittadini”, avverte.

Le donne – si ricorda nello studio – sono 31 milioni, il 51% della popolazione italiana. E hanno un’aspettativa di vita di 85 anni contro gli 81 degli uomini. Sono inoltre più istruite degli uomini. Le donne che abbandonano gli studi sono meno numerose degli uomini e, negli ultimi anni, il numero delle laureate ha superato quello dei laureati: le donne, infatti, rappresentano attualmente il 56% del totale dei laureati in Italia. E questa è una peculiarità italiana. Ma anche le donne laureate hanno maggiore difficoltà degli uomini a trovare lavoro: siamo penultimi in Europa per il tasso di occupazione femminile, che in Italia è pari al 48%, contro una media europea del 61%.

Nel nostro Paese si registra, inoltre, un forte ‘gender gap’ – prosegue lo studio – nell’accesso al mercato del lavoro: la differenza tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile è di 18 punti percentuali (media europea del 10%). Inoltre, anche il ‘gender pay gap’ ha raggiunto il 20%. Al crescere della qualifica professionale aumenta la retribuzione, ma aumenta anche il gap retributivo: tra i dirigenti il differenziale tra uomini e donne arriva al 39%. Infine, in Italia sono 3,1 milioni le donne che hanno un lavoro part time pari al 33% delle occupate. Ma per più della metà di loro (il 59%) si tratta di un part time involontario, che hanno dovuto accettare per la mancanza di offerte di lavoro a tempo pieno.

Dunque, secondo lo studio, “non stupirà scoprire che le donne sono più infelici degli uomini (fatto 100 le persone che si dichiarano infelici, il 55% è costituito da donne)”. Ma, guardando in positivo, cosa rende felici le donne? Le relazioni (partner, famiglia, amicizie), il lavoro (realizzazione professionale, equilibrio lavoro/privato) e la cura di sé (alimentazione, salute, sport, cura corpo e bellezza). Ma ci sono diverse dimensioni della bellezza, in primis una dimensione di piacere: il 62% delle donne italiane ritiene che prendersi cura di sé rappresenti un vero piacere rispetto al 46% della media europea.

C’è poi la dimensione della salute. Il 72% ritiene che avere uno stile di vita salutare sia importante per sentirsi bella rispetto al 66% della media europea e il 67% e considera che l’essere belli sia innanzitutto apparire in salute contro il 64%.

La ricerca ha anche evidenziato la dimensione sociale della bellezza, il 37% ha dichiarato di non uscire di casa se non con un aspetto perfetto (rispetto al 29% della media europea). Inoltre, le donne italiane ritengono che l’aspetto fisico sia la misura del loro successo (34% contro 26%). Sono inoltre molto più esigenti della media europea, ritengono infatti che la cura di sé sia un dovere e non una scelta (43% contro 32%). Quest’ultima percentuale è ancora più accentuata nel Sud Italia dove sale al 51% insieme a una maggiore propensione all’acquisto di prodotti (3% contro il 29% nel Nord Italia).

Emerge, inoltre, l’aspetto della cura del sé in relazione all’invecchiamento: infatti il 42% ha dichiarato di curare il proprio aspetto per sembrare più giovane (contro il 38%). Quasi il 40% ha dichiarato di avere paura di invecchiare (contro il 34%). Parlando, invece, dei prodotti di bellezza, le donne italiane sono molto attratte dalle novità. Circa 1 su 3, nell’acquisto, sceglie sempre le ultime novità (contro il 17%). Cresce anche l’attenzione agli ingredienti dei prodotti di bellezza (55% contro 49%). Ben il 63% preferisce prodotti con ingredienti naturali/biologici (63% contro 55%). Legato a questo aspetto troviamo l’attenzione alla ricerca scientifica, il 57% (contro il 45%) lega l’efficacia del prodotto alla ricerca.

Un’altra peculiarità dell’Italia è la fiducia nel consiglio degli esperti in particolare i dermatologi (42% rispetto al 34%). Le donne italiane in questa ricerca hanno rinnovato la fiducia nelle grandi marche del beauty (41% contro il 27% della media europea).

Infine, uno sguardo al mondo digital: la penetrazione del digital presso le donne italiane è sensibilmente inferiore rispetto a ciò che succede nel resto d’Europa: 61% contro 76%. Le italiane visitano più spesso Google e Amazon e sono molto social: Youtube, Facebook e Instagram sono più visitati rispetto alla media europea. Infine, le beauty fan sono molto attive: il 57% segue pagine di marche cosmetiche, il 47% si dichiara sensibile al celebrity endorsement e il 30% usa i blog anche per ricerche su prodotti cosmetici.

In Italia si stima ci siano circa 3 milioni di donne straniere su un totale di 5,7 milioni. Sono mediamente 10 anni più giovani delle donne italiane, più concentrate al Nord (59% contro il 46% delle italiane). Il 25% di loro vive nelle nostre metropoli (contro il 10% delle italiane). La provenienza è per il 57% da Europa centro-orientale, per il 18% da Asia e per 17% da Africa. Il 62% ha un lavoro.

Per quanto riguarda il loro rapporto con la bellezza, il 67% cura molto la propria immagine, in particolare i capelli seguiti da viso e denti. Il 37% è interessato alle novità in ambito cosmetico e il 52% dichiara una preferenza per i cosmetici di marca. Il 65% usa abitualmente make-up per il viso, il 32% si colora i capelli, il 66% usa creme viso, il 55% creme corpo.


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