GrabTree, un cimitero green per Roma  

Scritto da il 16 aprile 2018

GrabTree, un cimitero green per Roma

Pubblicato il: 17/04/2018 10:50

Un cimitero per far risorgere un’area degradata. Non un camposanto tradizionale fatto di tombe, loculi ed edilizia funeraria, bensì una foresta della memoria, un parco urbano con piante e alberi che ricordano chi non c’è più e rendono vitale uno spazio dove passeggiare, pedalare, coltivare orti urbani e frutteti, mangiare o prendere un caffè, leggere, chiacchierare, fare sport o far giocare i bambini. E’ il progetto GRABtree ideato da Legambiente, A3Paesaggio e GRAB+, la rete di cittadini a associazioni che ha disegnato e conquistato il finanziamento dei ministeri per i Trasporti e Beni Culturali per la realizzazione della ciclovia Grande Raccordo Anulare delle Bici di Roma, il Grab.

GRABtree si estende per 60 ettari dove è prevista la piantumazione di 3.590 alberi. Il parco, costeggiato dal tracciato del Grab, ospita un lago e un ninfeo, orti urbani, vigneti e un giardino dei frutti dimenticati, un teatro e uno skatepark, una caffetteria e due velostazioni. E ancora 7 colline, 7 boschi sacri di piante commemorative. L’area di intervento si trova tra l’autostrada A24 e la ferrovia Roma-Napoli e Roma-Sulmona con le stazioni Prenestina e Serenissima (che delimitano i due lati lunghi) nonché dal cimitero monumentale del Verano e Casal Bertone e da via Grotta di Gregna (la coppia di fianchi stretti).

Qui, gli scavi Tav realizzati a partire dal 1997 hanno riportato alla luce 2.200 tombe della più imponente necropoli di età imperiale nota al mondo, rinterrata in attesa di tempi migliori dopo il ritrovamento e che potrebbe così diventare fruibile. Là dove c’era l’antica necropoli, quindi, potrebbe sorgere il sepolcreto del nuovo millennio.

In realtà, si tratta di un parco che doveva essere già nato da almeno un decennio. Nel 2004 Comune di Roma e TAV avevano trovato un accordo: per risarcire gli abitanti dei quartieri del disagio e dell’impatto socio-ambientale prodotto dai cantieri per l’alta velocità il Campidoglio avrebbe ricevuto 62 milioni di euro da destinare a opere di compensazione. Un elenco di 82 interventi da mettere in cantiere tra cui spicca proprio il Parco Archeologico Serenissima.

All’epoca, enfaticamente, s’era detto che sarebbe diventato il Central Park della Capitale, forse per la forma rettangolare dell’area incastrata in un territorio fortemente edificato. Ma da allora a oggi è successo poco o nulla.

Tuttavia i fondi per realizzare il parco sono ancora lì, a disposizione del Comune di Roma. Più di 6,3 milioni di euro (6.336.400 per la precisione) che RFI-Rete Ferroviaria Italiana (subentrata a Tav) potrebbe rendere disponibili qualora il parco diventasse finalmente concreto. Inoltre Legambiente ha già incontrato la disponibilità di alcune imprese a regalare alla città di Roma le alberature, la loro messa a dimora e anche la manutenzione del bosco.

“GRABtree è un progetto dal forte valore sociale, ambientale, paesaggistico ed è anche un acceleratore di processi culturali già in atto in altri Paesi dove i tradizionali luoghi della memoria sono sempre più green e vitali – sottolinea Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente e ideatore del progetto Grab – GRABtree è uno straordinario upgrade del Grab, il nostro progetto del Grande Raccordo Anulare delle Bici della Capitale, ed è un modo per cominciare a cambiare profondamente Roma, per restituire spazio pubblico ai cittadini e dare una nuova identità e nuove funzioni, sostenibili, ad aree marginali e degradate. Speriamo di poter ragionare presto di GRABtree col Comune di Roma e coi cittadini delle aree interessate dal progetto”.

Un “programma di rigenerazione della nostra città, una sfida verso una nuova visione del sistema urbano che ridisegna il concetto di mobilità e apre un nuovo fronte sul modo di vivere e fruire degli spazi esterni”, afferma Consuelo Fabriani, architetto paesaggista e titolare dello studio A3Paesaggio che ha ideato il progetto I Am a Tree.

“I Am a Tree è un progetto di forestazione urbana che chiama in gioco lo spazio dedicato al culto dei morti immaginando, in un futuro non troppo lontano, che ognuno di noi possa andare a trovare chi ci ha lasciato, in un parco invece che in un cimitero – spiega Fabriani – E’ un progetto per ogni grande città dove la carenza di spazio, la qualità dell’aria, la salute dei cittadini, insieme al diffondersi della cremazione, impongo di ripensare ai luoghi della tradizione attraverso un nuovo linguaggio architettonico e paesaggistico”.

Insomma, se c’è una legge italiana che dal 1992 obbliga i Comuni a piantare un albero per ogni neonato, potrebbe essere altrettanto vantaggioso per la collettività se le persone decidessero, alla loro morte, di far nascere un albero, lasciando in eredità alla città grandi boschi al posto di cimiteri.

GRABtree si propone quindi come ‘parco memoriale’ dove è consentita, nel rispetto della normativa vigente, la dispersione in natura delle ceneri derivanti dalla cremazione o l’interramento di urne ecologiche e biodegradabili ai piedi di un albero commemorativo. Ma è anche un parco urbano con una vegetazione adatta al clima, al terreno e all’areale geografico che assicura una varietà di colori in qualsiasi stagione.


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