Chiusa indagine sui coniugi Renzi  

Scritto da il 17 aprile 2018

Chiusa indagine sui coniugi Renzi

(Fotogramma)

Pubblicato il: 18/04/2018 13:26

Sono stati notificati dalla Procura di Firenze gli avvisi di conclusione delle indagini a Tiziano Renzi, alla moglie Laura Bovoli e all’imprenditore pugliese Luigi Dagostino con attività in Toscana legate agli outlet commerciali. I genitori dell’ex segretario del Pd ed ex presidente del Consiglio e l’immobiliarista sono stati indagati dalla Procura nell’ambito di un’inchiesta sull’emissione di alcune sospette fatture false, condotta dai sostituti procuratori Luca Turco e Christine von Borries.

LE FATTURE – Nell’ambito delle indagini sui rapporti tra le società dei coniugi Renzi e l’imprenditore Dagostino, la Guardia di Finanza ha individuato, in particolare, due fatture, una da 10mila euro e un’altra da 130mila euro, che non sembrerebbero corrispondere a effettive prestazioni o comunque apparirebbero gonfiate rispetto alle prestazioni effettivamente svolte. Secondo l’ipotesi di reato formulata dalla Procura, le fatture sarebbero state emesse dalle aziende dei coniugi Renzi, rispettivamente la Party srl e la Eventi 6, per operazioni inesistenti.

La fattura da 130.000 euro sarebbe stata fatta da Eventi 6, che si occupa di marketing ed eventi fieristici, ed è stata pagata dalla Tramor, società controllata al 100% da una compagnia di Cipro impegnata nelle attività di sviluppo dell’outlet The Mall a Reggello (Firenze). I coniugi Renzi con la loro azienda, secondo la Procura, avrebbero fornito servizi di accoglienza per l’outlet di Reggello, ma l’importo della fattura non sarebbe coerente con il valore delle prestazioni erogate.

LA REPLICA – Lo scorso 22 marzo Tiziano Renzi diffuse sull’inchiesta della Procura di Firenze per sospette fatture false una nota. “All’improvviso e del tutto casualmente dal 2014 la nostra vita è stata totalmente rivoluzionata: da cittadino modello a pluri-indagato cui dedicare pagine e pagine sui giornali – scriveva Renzi, il cui nome compare anche nell’inchiesta sul caso Consip della Procura di Roma – Ribadisco con forza e determinazione che non ho mai commesso alcuno dei reati per i quali sono stato, e in alcuni casi ancora sono, indagato”.

“Se devo essere processato, che mi processino. Che mi processino il più velocemente possibile, se possibile – scrive sempre Tiziano Renzi – Passerò i prossimi anni della mia vita nei tribunali per difendermi da accuse insussistenti e per chiedere i danni a chi mi ha diffamato. Ma almeno potrò dire ai miei nipoti che la giustizia si esercita nelle aule dei tribunali e non nelle fughe di notizie e nei processi mediatici”.

Il giorno dopo, il 23 marzo, Tiziano Renzi acquistò un’intera pagina del quotidiano ‘Qn’ (Il Giorno, Il Resto del Carlino e La Nazione) per pubblicare la nota diffusa il giorno precedente per chiedere di essere processato nei tribunali e non più sui giornali. ”Dichiarazione di Tiziano Renzi – Stop allo stillicidio, chiedo di essere processato ovunque” era il titolo dell’inserzione a pagamento.


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