Da Nannini ad Allegrini, l’onda rosa del vino  

Scritto da il 17 aprile 2018

Da Nannini ad Allegrini, l'onda rosa del vino

Pubblicato il: 18/04/2018 13:32

Sono sempre più numerose e competenti le donne che si occupano di vino. Un trend che trova conferma a Vinitaly, dove la loro presenza si sta facendo sentire a tutti i livelli, sommelier, enotecarie, ristoratrici, giornaliste, critiche e, naturalmente produttrici. Queste, secondo l’associazione ‘Donne del vino’, sono davvero tante visto che ormai più’ di un quarto delle imprese italiane sono condotte da donne, oltre 19.500 su 73.700. E proprio oggi nei padiglioni della fiera si svolge l’assemblea dell’Associazione, che quest’anno celebra i 30 anni.

Anche le socie di ‘Donne del vino’ sono aumentate arrivando a quota 790, “un vero successo dovuto allo stile dell’associazione che da la possibilità’ a chiunque di loro abbia un’iniziativa da lanciare di trovare un sostegno e una base organizzativa” come spiega all’Adnkonos Donatella Cinelli Colombini, presidente dell’associazione. A far parte dell’esercito ‘rosa’ ci sono imprenditrici note e affermate, a cominciare da Marilisa Allegrini, alias Signora dell’Amarone, continuando con José Rallo che a Marsala, con il fratello Antonio, porta avanti l’azienda di famiglia Donnafugata.

Luisa Todini, manager e politica, cresciuta tra i filari di vite nella sua Todi. E ancora Anna Fendi, celeberrima firma della moda che da un po’ di anni seleziona etichette italiane di alta gamma. Per non parlare di Chiara Lungarotti che con la sorella Teresa porta avanti l’azienda di famiglia nel suggestivo borgo di Torgiano, tra Perugia e Assisi. Tiziana Frescobaldi, un marchio storico e blasonato, è riuscita a comunicare il vino attraverso l’arte. Mentre fuori dal palco la rockstar Gianna Nannini pensa al vino nella trecentesca Certosa di Belriguardo vicino a Siena.

“Rispetto a 10 o addirittura 20 anni fa tutto è cambiato ma c’è ancora molto da fare per una piena affermazione della presenza femminile – afferma Donatella Cinelli Colombini, presidente dell’associazione- questo Vinitaly comunque, sta segnando una pietra miliare grazie alla pubblicazione della guida”Diwine” di Repubblica che ha porta in tutte le edicole d’Italia il messaggio del mondo femminile”. Un messaggio forte che dimostrala capacità’ e la tenacia delle donne su temi importanti a partire dal “nostro appello per la conservazione dei vigneti al posto dei nuovi impianti, – spiega ancora la presidente – l’anno scorso abbiamo fatto un focus sui vitigni autoctoni, quest’anno sulle vigne vecchie anche di 80 anni”. Perché se i vecchi vigneti producono poco tuttavia hanno una finezza che i nuovi non hanno, di qui l’importanza di conservarli con pratiche molto attente.

Ma quanto è stato ed è difficile per una donna entrare in questo mondo? “È difficile soprattutto per chi non ha la titolarità di un’azienda e dunque per le enologhe, le giornaliste, le sommelier, per loro – rimarca Cinelli Colombini- è più dura”. Una testimonianza decisamente positiva arriva da Marilisa Allegrini. “Mio padre non ha mai fatto discriminazioni fra me e i miei fratelli – sostiene all’Adnkronos – ha sicuramente contribuito al mio successo nella misura in cui non mi sono mai sentita diversa, più debole, né tantomeno da proteggere. Devo a lui quindi il fatto di avere sempre avuto fiducia nelle mie potenzialità. La chiave del successo delle donne – continua- credo stia nella loro sensibilità ed attenzione al dettaglio, sia in merito alla produzione che al marketing. È inoltre innegabile una maggiore propensione alla comunicazione, aspetto oggi indispensabile per le aziende del vino”.

A Vinitaly fanno il punto sui progetti al centro dell’azione: i corsi sulla comunicazione di genere e sui consorzi e un progetto che si chiama Future da un’idea di Alessandra Boscaini e riguarda un archivio elettronico delle attività formative dirette alle giovani under 30 offerte dalle aziende delle Donne del vino e quindi cantine, enoteche, agenzie di pubbliche relazioni, ristoranti.


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