Febbre Liverpool, km di fila  

Scritto da il 17 aprile 2018

Febbre Liverpool, km di fila

Roma, 18 aprile 2018. Tifosi della Roma in fila a via Arenula per i biglietti della semifinale della Champions (Foto Adnkronos)

Pubblicato il: 18/04/2018 12:28

Scoppia la febbre Liverpool. Curva Sud sold out da prima di mezzogiorno, km di tifosi in fila dalla notte – con sacchi a pelo e sedie – per accaparrarsi uno dei biglietti rimasti per l’attesissima semifinale di Champions League della Roma.

Sono tantissimi i fan giallorossi in coda per comprare i biglietti per il match di ritorno in programma all’Olimpico la sera del 2 maggio: la fase di prelazione, infatti, si è conclusa nella serata di martedì (con 23mila tagliandi venduti) mentre la vendita libera – anche on line – è iniziata alle 10.

LA GIOIA – C’è chi esulta come al 3 a 0 di Manolas contro il Barcellona, chi fotografa il biglietto come una reliquia, chi chiama casa per avvisare che sta bene e chi si è organizzato con un improvvisato catering per consegnare panini, frutta e acqua. Tutto nel massimo ordine sotto agli occhi di carabinieri e vigili: perché i tifosi ammalati di Roma si sono organizzati da lunedì pomeriggio con foglietti numerati e timbrati, quindi ‘coniati’ e riconosciuti ufficialmente.

CONTRAPPELLO – Ogni sei ore è stato fatto una specie di ‘contrappello’ per controllare chi era rimasto e chi aveva rinunciato. Caso più unico che raro, come racconta Paolo – giubbotto e sciarpa giallorossa al collo – che, soddisfatto, si rigira il biglietto tra le dita: “Io avevo il numero 35 e ieri sera una persona mi ha chiesto se ero disposto a venderlo. ‘Ti do 250 euro’ mi ha detto ma io ho risposto di no. Primo perché è una cosa che non mi piace, secondo perché nemmeno per mille euro rinuncerei a vedermi la partita”.

I NUMERI – “Ho il numero 385 – racconta sconsolato Marcello – l’ho preso stamattina ma penso che me ne posso anche andare visto che quelli che entrano di biglietti ne prendono quasi tutti quattro e il settore distinti l’hanno già esaurito. Speriamo che i miei amici, che stanno piazzati in altri punti vendita, siano più fortunati di me”. Il lungo serpentone su piazza Colonna stuzzica anche la curiosità dei tanti turisti che passeggiano al centro di Roma: “What happen?” chiede una coppia di signori anziani. “They sell the ticket for Roma-Liverpool” risponde un ragazzetto in inglese scolastico ma corretto.

1984 – “Non è la prima volta che sto in fila una notte per la Roma – racconta ancorta Diana – stavolta e le mie amiche ci siamo organizzate bene. Abbiamo fatto i turni ed è stato meno pesante. Non ci potevamo perdere la partita per niente al mondo. Mio padre era alla finale del 1984 era allo stadio. Mi ha raccontato tutto: i rigori, la sconfitta, la delusione. Ma stavolta sarà diverso. Lo scherzetto a quelli del Liverpool glielo facciamo noi”.

KM DI FILA – E anche sui social – tra attesa, speranza e ironia – vengono postate le immagini dei tifosi in fila fuori dagli store dislocati nella Capitale (da piazza Argentina a via del Corso, passando per l’Appia Nuova) e anche di chi è in coda sul web. “Me sa che l’Olimpico non ci basta…” scrive un utente, a cui fa eco qualcun altro che si chiede “ce la farò?”, pubblicando uno scatto del sito giallorosso preso d’assalto.

MIRACOLO – “Se l’Italia fosse gestita come ‘sta lista d’ attesa autogestita per i biglietti di Roma-Liverpool sarebbe un paradiso” scrive un utente. “In bocca al lupo per i biglietti” scrive invece una tifosa via Twitter, a cui si aggiunge un’altra che, con pazienza, attende il suo turno: “Ci vuole un miracolo per prendere questo biglietto”. Ma, come insegna la notte del Barcellona, i miracoli possono avvenire.


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