Certificati bianchi, in arrivo decreto correttivo  

Scritto da il 18 aprile 2018

Certificati bianchi, in arrivo decreto correttivo

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Pubblicato il: 19/04/2018 10:52

Via l’addizionalità, sì al potenziamento degli interventi ammissibili, aumento della flessibilità per i distributori. Fire, in occasione della VII Conferenza sui Certificati Bianchi, passa in rassegna i contenuti del decreto correttivo sui Titoli di efficienza energetica (Tee) che dovrebbe presto vedere la luce.

Ad aprire i lavori, dopo i saluti del presidente Cesare Boffa, è stato Dario Di Santo che ha sintetizzato i principali aspetti del meccanismo: i risultati raggiunti, la mancata crescita dei risparmi conseguiti, l’aumento progressivo dell’obbligo residuo (ossia l’obiettivo aggiuntivo collegato al mancato raggiungimento dei target minimi negli anni precedenti), le criticità del mercato.

“Le scelte prese negli ultimi anni, unite alle caratteristiche del mercato dei Tee, che tende a diventare instabile al venire meno dell’equilibrio fra domanda e offerta e che soffre l’inelasticità dell’offerta, hanno determinato la crescita dei prezzi che hanno sfiorato i 500 euro due mesi fa, ossia cinque volte il valore che ha caratterizzato gli ultimi anni – spiega Di Santo – Da qui l’esigenza di produrre il decreto correttivo, che affronta in modo a nostro avviso positivo alcune delle principali problematiche dello schema”.

Le misure previste nel decreto – spiega Fire in una nota – di cui a breve è prevista l’emanazione, riguardano lo stimolo all’offerta (eliminazione dell’addizionalità per i progetti di sostituzione, nuovi interventi ammissibili, nuove schede standard) e respiro per la domanda (flessibilità maggiore per i distributori, possibilità di emissione di titoli ‘allo scoperto’ per raggiungere gli obblighi minimi), oltre a introdurre un cap sul contributo tariffario, volto a calmierare i prezzi e scongiurare ulteriori aumenti.

“Si tratta di misure che vanno nella giusta direzione, anche se per comprendere gli effetti sull’offerta occorrerà attendere circa due anni – continua Di Santo – Alcuni elementi, come l’emissione dei Tee non collegati a risparmi e il limite sul contributo tariffario, sono delicati e si confida che possano essere temporanei. In ogni caso sarà fondamentale intervenire a breve per assicurarsi che lo schema funzioni in modo ottimale”.

Un tema al momento non risolto, ed evidenziato da più voci nel corso della giornata, è quello della mancanza di cumulabilità con super ed iper ammortamento, che si auspica venga positivamente affrontato in ultima stesura del decreto.

Fra gli elementi emersi nella mattinata, il Gse ha presentato il nuovo portale per la presentazione dei certificati bianchi ed ha anticipato la realizzazione di uno studio dove evidenzierà, per ogni tipo di intervento, le criticità specifiche che si incontrano.

Nell’ambito della tavola rotonda, cui hanno preso parte Giuseppe Pastorino, Aicep, Alessandro Fontana, Anima, Michele Santovito, Assoege, Roberto Olivieri, Assoesco, Elena Bruni, Confindustria, Claudio Ferrari, Federesco, Alberto Mariani, Utilitalia, si segnalano alcune richieste da parte degli stakeholder, come la gestione dei progetti in caso si vogliano modificare nel corso della vita utile, più certezze nel processo di valutazione delle proposte, evitare che l’emissione di titoli allo scoperto vada a detrimento di quelli collegati ai risparmi, la costituzione di un tavolo permanente con il coinvolgimento degli stakeholder.


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