Cuba, Diaz-Canel è il nuovo presidente 

Scritto da il 18 aprile 2018

Cuba, Diaz-Canel è il nuovo presidente

(Foto Afp)

Pubblicato il: 19/04/2018 16:19

Il Parlamento cubano ha eletto Miguel Diaz-Canel presidente. Il 57enne succede a Raul Castro, 86 anni, ed è la prima figura istituzionale esterna alla famiglia Castro a guidare il paese.

Diaz-Canel ha ottenuto il 99,83% dei voti. I parlamentari hanno approvato anche la nomina di Salvador Valdes a primo vicepresidente del governo per i prossimi 5 anni. Il Parlamento, secondo un iter non usuale, si è riunito in sessione nell’arco di due giorni. Ieri sono state presentate e votate le candidature per il Consiglio di Stato, l’organo che governa il paese.

I risultati sono stati resi noti oggi: eletto presidente del corpo legislativo del Consiglio, Diaz-Canel è diventato automaticamente presidente della Repubblica e del Consiglio dei ministri. In precedenza, l’ingegnere 57enne aveva ricoperto il ruolo di ministro dell’Educazione superiore e diretto il Partito Comunista nella provincia centrale di Villa Clara e in quella orientale di Holguin.

Raul Castro lascia la presidenza ma rimane al vertice del partito fino al 2021, quando è in programma il prossimo congresso.

L’arrivo alla presidenza di Miguel Diaz Canel, 58 anni domani, nato un anno dopo l’ingresso dei ‘barbudos’ all’Avana, non significa la fine della rivoluzione cubana. Nel suo primo discorso dopo l’investitura del Parlamento lo assicura lui stesso, successore di Raul Castro alla guida del Paese, promettendo di dare “continuità alla rivoluzione cubana in un momento storico e cruciale”. “La Rivoluzione continua e continuerà – scandisce Diaz-Canel – Oggi iniziamo un mandato al servizio della nazione, arrivo per lavorare, non per promettere qualcosa”. Il nuovo presidente cubano dedica quindi “il suo primo pensiero alla generazione storica che ha fatto la rivoluzione”, una generazione cui lui continuerà a guardare: “Cuba si aspetta da noi che siamo come loro”.

Solo un lavoro intenso e la dedizione darà nuove vittorie alla patria e al socialismo“, ha continuato il nuovo presidente, consapevole delle grandi sfide economiche cui si trova davanti l’isola, che sotto la gestione di Raul Castro ha assistito alle prime riforme ed alle prime aperture verso il mercato. “Qui – ha poi tenuto a precisare, in un messaggio chiaro diretto a quanti forse speravano in un cambiamento del sistema politico – non c’è spazio per una transizione che disconosca l’eredità di tanti anni di lotta“. Quanto alla politica estera, Diaz-Canel ha sottolineato che davanti alle “crescenti minacce alla pace ed alla sicurezza internazionale”, questa “resterà inalterata, senza concessioni sulla sovranità nazionale”, perché il governo “non accetterà di negoziare sui principi né accetterà condizionamenti”.


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