Da Martone a Brook, al via il Romaeuropa Festival 

Scritto da il 18 aprile 2018

Da Martone a Brook, al via il Romaeuropa Festival

Il regista e coreografo Hofesh Shechter tra i protagonisti della XXXIII edizione del Romaeuropa Festival, che si svolge nella capitale dal 19 settembre al 25 novembre

Pubblicato il: 19/04/2018 17:36

Da Peter Brook a Mario Martone, da Ascanio Celestini ad Alessandro Baricco, dal libanese Omar Rajeh all’artista di origine vietnamita Caroline Guiela Nguyen, dagli israeliani Hofesh Shechter, Sharon Eyal e Gai Behar del gruppo L-E-V ai rappresentanti del Mali e del Benin, Rokia Traorè Oumou Sangaré, Angelique Kidjo. Presentata oggi, nelle sede dell’Opificio romano sull’Ostiense, da Monique Veaute e Fabrizio Grifasi, rispettivamente presidente e direttore generale e artistico della Fondazione Romaeuropa, la XXXIII edizione di Romaeuropa Festival, che si svolgerà dal 19 settembre al 25 novembre.

Si parte con lo spettacolo ‘Karina’ (Teatro Argentina), un viaggio tra l’Africa e l’Occidente all’insegna del movimento e della commistione d’immaginari firmato dal coreografo Sergè-Aime Coulibaly e dalla sua Faso Dance Théatre, con i testi dello scrittore e studioso Felwine Sarr, le musiche della cantante icona della world music Rokia Traorè e la presenza live della sua band. D’altro canto la musica attraversa come un filo rosso l’intera programmazione della manifestazione come trait d’union tra continenti, immaginari e generazioni.

Definendo con la sua forza quella capacità di mediare e riconciliare mondi, culture, estetiche e pensieri apparentemente contrapposti che caratterizza, dalla sua fondazione, il Romaeuropa Festival. E La chiusura del Festival non poteva che essere un altro grande evento musicale. Il 25 novembre l’appuntamento è all’Auditorium Parco della Musica per una ‘gran finale’, in coproduzione con Fondazione Musica per Roma, che coinvolgerà tutte le sue sale.

Come ogni anno la ReF si articolerà attraverso luoghi diversi della capitale. Dal Teatro Argentina all’Opera, dal Mattatoio di Testaccio al Parco della Musica, dall’Olimpico al Teatro Vascello e Teatro Vittoria, dal Macro al Maxxi, dalla Biblioteca del Quarticciolo alla Sala Santa Rita. E per l’edizione 2018 porte aperte anche all’Accademia di Francia, alle Terme di Diocleziano, a Palazzo Barberini. Come ha spiegato nel corso dell’incontro Fabrizio Grifasi ”Between Worlds’ saranno le parole d’ordine della nuova edizione del ReF.

”L’essenza stessa della nostra mission – ha detto- si colloca in questo spazio, ‘between’, abitato dagli artisti che giungono nella capitale dai quattro continenti e da 24 paesi. ReF come luogo di mediazioni e riconciliazioni tra opposti, ambito di riflessione e accoglienza – ha aggiunto – esigenza di approfondimento che non dimentica di ‘fare festa’ come esercizio di inclusione’. Between Worlds’ – ha aggiunto Grifasi – significa anche saperci confrontare con quanto sta accadendo oggi nel mondo. Guerre, conflitti, frontiere da varcare e superare, ma anche paure, timori. Ci sono anche quelle in Europa, non possiamo negarlo”.

”Perchè quest’anno – ha ribadito Monique Veaute – siamo andati a vedere cosa accade, artisticamente, culturalmente, al di fuori dell’Europa per aprici, tutti, a nuove visioni del mondo, alla conoscenza dell’altro. Un modo per poter negare i falsi preconcetti riguardo i rischi che la nostra società corre incontrando altre civiltà”. Ed infatti gli artisti giungeranno anche dall’Africa, dalla Cina, dall’Argentina, dal Brasile, dall’Iran. Il Mattatoi Mattatoio si trasformerà, durante le giornate del Festival, in una ‘hub’ della giovane creazione contemporanea, ma anche nello spazio dedicato ai bambini e famiglie con la programmazione di Ref Kids. Per Digitalive saranno Marco Donnarumma, Quiet Ensemble, Kamilia Kard accanto a dj e compositori emergenti e artisti, ad illustrare le possibilità creative delle tecnologie.


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