Assorbenti, rischio choc tossico  

Scritto da il 19 aprile 2018

Assorbenti, rischio choc tossico

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Pubblicato il: 20/04/2018 19:05

Un’insidia che allarma molte donne, ma di cui si sa ancora poco. Secondo un recente studio l’uso di tamponi mestruali intravaginali può essere responsabile di “rari casi di sindrome da shock tossico“, con sintomi che includono febbre alta, vomito, diarrea, stato confusionale ed eruzioni cutanee. Il tutto in donne con un’infezione intima da Staphylococcus aureus che produce tossina 1 da sindrome da shock tossico 1 (Tsst-1). Proprio le mestruazioni, spiegano i ricercatori su ‘Applied and Environmental Microbiology’, possono servire come mezzo per la crescita dello S. aureus.

Nello studio, Gerard Lina dell’Università Claude Bernard di Lione (Francia) e i suoi colleghi hanno esaminato il ruolo di 15 fra tamponi attualmente in commercio e coppette mestruali sulla crescita di S. aureus e la produzione della tossina, in un laboratorio progettato per riprodurre le condizioni all’interno della vagina durante l’uso di questi dispositivi. Ebbene, il legame c’è. Ma “i nostri risultati non supportano l’ipotesi che suggerisce che tamponi composti esclusivamente da cotone organico potrebbero essere intrinsecamente più sicuri di quelli in cotone misto e rayon, o viscosa o ancora dei tamponi composti interamente di viscosa”, spiega Lina.

Le differenze tra le diverse marche di tamponi non sono state spiegate né da contaminanti né da molecole additive, ma secondo gli esperti possono derivare dalla natura, dalla struttura e persino dalla densità delle fibre. “Con la microscopia confocale, abbiamo osservato che lo spazio tra le fibre che contribuisce all’ingresso di aria nella vagina rappresenta anche il sito principale della crescita di S. aureus e della produzione di Tsst-1”, aggiunge Lina che consiglia alle donne di cambiare spesso i tamponi per proteggersi dallo S. aureus.

Non solo. Le coppette mestruali avrebbero favorito una maggiore crescita di S. aureus e una maggiore produzione di tossine da shock tossico rispetto ai tamponi, continua Lina. Inoltre lo S. aureus forma un biofilm sul dispositivo, rendendone difficile la sterilizzazione. L’esperto raccomanda dunque di bollire la coppetta tra un uso e l’altro. “L’uso del tampone continua ad essere associato alla sindrome da shock tossico mestruale e un caso è stato associato a una coppetta”, ricorda Lina.

“La sindrome da shock tossico è una malattia rara ma grave caratterizzata da febbre, pressione bassa, eruzione cutanea con successiva desquamazione e a una disfunzione multiorgano”, sottolinea il report. La sua incidenza annuale media è di circa 0,7 casi per milione, secondo i Centers for Disease Control and Prevention americani. Alla luce dei risultati, la raccomandazione di curare l’igiene e cambiare spesso questi dispositivi resta dunque valida.


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