il Piemonte lancia il patentino per il corretto uso dello Smartphone

Scritto da il 19 aprile 2018

Il test l’hanno fatto i ragazzi delle scuole secondarie del Verbano Cusio Ossola, ma da settembre il patentino contro bullismo su internet sarà sperimentato anche in altre zone del Piemonte. Gli uffici dell’assessorato regionale all’istruzione di Gianna Pentenero ci stanno lavorando e l’operazione dovrebbe partire già nel prossimo anno scolastico.

Il modello è quello portato avanti dalle scuole del Verbano che in collaborazione con le aziende sanitarie, il ministero della pubblica istruzione e le forze dell’ordine, hanno iniziato un progetto per rilasciare agli studenti che seguono un percorso formativo un patentino per l’uso responsabile dello smartphone. Ottanta ore di corso. Una sorta di patto tra studenti, famiglie e genitori, per imparare a gestire uno strumento potente e in alcuni casi devastante, come dimostrano alcuni fatti di cronaca, che richiede l’assunzione di responsabilità.

Il “contratto di buon uso” ha una serie di punti: tra gli impegni dei figli si va dal “non scriverò mai nulla sui social che non avrei detto di persona”, al “non chiederò e non invierò foto intime perché questo potrebbe rovinare la mia vita in futuro”. I figli  si impegnano poi a consegnare le password di accesso ai genitori che, per parte loro, assicurano la loro vigilanza, perché “lo smartphone è in prestito e la durata dipenderà dal comportamento, come la patente del motorino che viene ritirata se si sbaglia”.

Una delle scuole coinvolte dal progetto, quella di Cannobbio sul lago Maggiore, ha consegnato i patentini ai ragazzi. “Il prossimo anno vogliamo estendere questo modello anche ad altre zone con l’idea di allargare il progetto a tutta la Regione” annuncia il consigliere regionale del Pd Domenico Rossi, primo firmatario della legge contro il cyberbullismo approvata dalla Regione e in vigore dal 15 maggio. L’idea è quella di un diploma progressivo, con abilitazioni diverse a seconda dell’età in cui viene conseguito. “Abbiamo 200 mila euro per finanziare i progetti e quello del patentino è sicuramente uno dei più significativi per aiutare i ragazzi ad avere la giusta consapevolezza di ciò che maneggiano”.

Tra le proposte in campo c’è  anche quella che prevede l’apertura di alcuni sportelli del servizio sanitario per il sostegno psicologico ai ragazzi vittime di cyberbullismo. “Servizi specializzati – prosegue Rossi – analoghi a quelli che sono nati negli anni per i disturbi alimentari”.


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