Stato-mafia: condannati Mori e Dell’Utri, assolto Mancino  

Scritto da il 19 aprile 2018

Stato-mafia: condannati Mori e Dell'Utri, assolto Mancino

(Fotogramma)

Pubblicato il: 20/04/2018 16:45

E’ arrivata la sentenza per il processo a Palermo sulla trattativa tra Stato e mafia. L’ex presidente del Senato Nicola Mancino è stato assolto dall’accusa di falsa testimonianza “perché il fatto non sussiste”.

L’ex generale Mario Mori e Marcello Dell’Utri sono stati condannati a 12 anni.

Massimo Ciancimino è stato condannato a otto anni per calunnia nei confronti dell’ex capo della Polizia Giovanni de Gennaro. E’ stato invece assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

La sentenza nell’aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo è stata attesa da una folla di cronisti. Giornalisti e cameramen, anche dall’Inghilterra e dalla Francia, sono arrivati nell’aula Bachelet per aspettare la decisione della Corte d’assise di Palermo, presieduta da Alfredo Montalto.

Mancino, che non era in aula, ha atteso la sentenza nella sua abitazione a Roma insieme con la sua famiglia. Per lui l’accusa aveva chiesto la condanna a sei anni di carcere. “Ho sempre avuto fiducia che a Palermo ci fosse un giudice. La lettura del dispositivo che esclude la mia responsabilità nel processo sulla cosiddetta trattativa ne è una solenne conferma” ha detto Mancino dopo l’assoluzione.

Quella su Dell’Utri “è una sentenza inaspettata sicuramente” ha affermato il suo legale Giuseppe Di Peri. “Sono state accolte le richieste della Procura – ha aggiunto – E’ una sentenza che porremo nel nulla nel momento in cui formuleremo l’impugnazione”.

“Aspettiamo di leggere le motivazioni però è chiaro che 12 anni di condanna la dicono lunga sulla decisione della Corte – ha detto l’avvocato Basilio Milio, legale dell’ex generale dei carabinieri Mario Mori – C’è però in me un barlume di contentezza, in un mare di sconforto. Sono contento perché so che la verità è dalla nostra parte. E’ un giorno di speranza. Possiamo sperare che in appello ci sarà un giudizio perché questo è stato un pregiudizio”.


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