Impazza il toto-governo  

Scritto da il 21 aprile 2018

Impazza il toto-governo

(Fotogramma)

Pubblicato il: 22/04/2018 12:17

Nuovo giro di consultazioni, affidate al presidente della Camera Roberto Fico, nuovi calcoli e nuove alchimie in Parlamento. Nulla è ancora deciso, ma in attesa delle scelte di Sergio Mattarella, alla scadenza del week end di riflessione imposto dal Quirinale dopo il tentativo affidato alla presidente del Senato Elisabetta Casellati, il totogoverno torna a impazzare.

Pallottoliere alle mani, le combinazioni dei voti alla Camera e al Senato sono una indicazione decisiva per le scelte della politica. Il punto chiave è la maggioranza richiesta a Montecitorio e palazzo Madama per avere la fiducia: rispettivamente 316 deputati e 161 senatori.

M5S+CENTRODESTRA – Lo schema più forte in Parlamento resta quello tra M5s e centrodestra unito, un governo formato su queste basi avrebbe 484 sì a Montecitorio e 246 a palazzo Madama.

M5S+LEGA – L’altra soluzione ipotizzata in questi giorni di crisi, M5s-Lega, avrebbe un buon margine alla Camera (347 deputati) ma più risicato al Senato (167 senatori).

M5S+PD – Ancora, l’abbinata M5s-Pd avrebbe vita dura in Parlamento: 333 voti alla Camera ma solo 161 al Senato.

M5S+PD+LEU – Le cose andrebbero solo di poco meglio se ad una maggioranza di questo tipo si unisse Leu, l’asticella salirebbe a 347 sì a Montecitorio e a 165 a palazzo Madama.

PD+CENTRODESTRA – Lo schema con Pd e centrodestra completo avrebbe invece 373 voti alla Camera e 189 al Senato.

FORZA ITALIA+PD – Infine, un accordo FI-Pd non potrebbe avere sbocchi di governo, visto che mette insieme appena 216 deputati e 113 senatori. Anche con l’eventuale apporto di parlamentati di altri gruppi, dal Misto a quelli minori, la fiducia sarebbe un miraggio.


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