Ancora guai per Apple  

Scritto da il 22 aprile 2018

Ancora guai per Apple

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 23/04/2018 19:15

La Commissione europea ha avviato un’indagine approfondita sulla programmata acquisizione di Shazam, sviluppatore britannico di app per il riconoscimento musicale, da parte di Apple. L’esecutivo comunitario teme che la fusione possa ridurre la scelta per gli utenti dei servizi di musica in streaming.

“Il modo in cui le persone ascoltano la musica – dichiara la commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager – è cambiato molto negli ultimi anni. Sempre più persone utilizzano i servizi di musica in streaming. La nostra indagine mira ad assicurare che gli appassionati continuino ad avere offerte attraenti di musica in streaming, senza doversi trovare ad avere meno scelta come conseguenza di questa operazione”.

La fusione metterebbe insieme due soggetti importanti del settore, attivi in aree di business complementari. In particolare, Apple offre il servizio Apple Music, che è diventato il secondo fornitore europeo di musica in streaming in Europa. Shazam è leader mondiale, e nello Spazio economico europeo (Ue più Islanda, Norvegia e Liechtenstein), nelle app di riconoscimento musicali per apparecchi mobili, che consentono all’utente di riconoscere la canzone, tramite il microfono dello smartphone, ascoltandone un pezzetto.

In questa fase la Commissione teme che Apple, acquisendo Shazam, possa ottenere accesso a dati, commercialmente sensibili, sui clienti della concorrenza: l’accesso a tali dati potrebbe permettere alla casa di Cupertino di prendere di mira i clienti dei concorrenti, incoraggiandoli a passare ad Apple Music. Pertanto, i servizi concorrenti potrebbero trovarsi in svantaggio competitivo.

La Commissione verificherà anche se i concorrenti di Apple potrebbero essere danneggiati, nel caso in cui la casa di Cupertino dovesse decidere, una volta acquisita Shazam, che questa app non debba più indirizzare i suoi clienti verso di loro. L’operazione è stata notificata il 14 marzo 2018. La Commissione dispone ora di 90 giorni lavorativi, cioè fino al 4 settembre 2018, per decidere. A segnalare l’acquisizione alla Commissione sono state l’Austria, la Francia, l’Islanda, l’Italia, la Norvegia, la Spagna e la Svezia, che hanno chiesto all’esecutivo Ue di esaminare l’operazione, che non supera le soglie previste dal regolamento Ue sulle concentrazioni.


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