Centrodestra a 2000 volt 

Scritto da il 23 aprile 2018

Centrodestra a 2000 volt

Pubblicato il: 24/04/2018 06:59

Che motivo c’era di concedere a Fico un mandato esplorativo limitato a un’intesa M5S-Pd destinato a fallire? Questa è la domanda che in queste ore si fanno in via Bellerio, dove l’irritazione verso la mossa del Quirinale è palpabile. Ed è alta tensione nel centrodestra.

L’esplorazione al presidente pentastellato della Camera era nell’aria da giorni, ma Matteo Salvini ha voluto aspettare l’ufficialità prima di parlare. La reazione del ‘Capitano’, ieri a Cividale, provincia di Udine, per un’altra tappa elettorale in vista delle regionali in Friuli Venezia Giulia, è stizzita: “Bisogna sempre rispettare le indicazioni del presidente della Repubblica, ma farò di tutto perché non accada questa presa in giro”. Cioè portare al governo chi, come il Pd, ha perso le elezioni.

Nonostante Luigi Di Maio lo accusi di ”non volersi prendere la responsabilità di governare”, lasciando intendere di voler chiudere il forno con la Lega, Salvini non chiude il dialogo, convinto di poter ancora spuntare un’alleanza con i grillini senza rompere con Forza Italia. Non a caso, invita sia l’ex presidente della Camera, sia il Cav a deporre l’ascia di guerra: ”Sono pronto a ragionare con tutti, che la smettano tutti con i veti e si cominci a lavorare”. Il leader della Lega, insomma, tira dritto per la sua strada, giocando su più tavoli come fatto sin dall’inizio e non esclude di essere pronto anche a fare tutto da solo se la situazione politica dovesse precipitare. Si schiera con lui Giorgia Meloni: ”Il mandato esplorativo al presidente della Camera è un tentativo che ha poche possibilità di riuscita”.

Anche Silvio Berlusconi – ieri ad Arcore dove ha tenuto il tradizionale ‘caminetto’ con la famiglia e i vertici aziendali -, ringalluzzito dalla vittoria personale e di Fi in Molise, che ha ‘scavalcato’ proprio il Carroccio, tira un sospiro di sollievo e con toni più soft dei suoi alleati, torna a ribadire che va fatto un governo di centrodestra riconoscendo un ruolo determinante al suo partito, perché altrimenti significherebbe tradire la volontà popolare.

Per l’ex premier non si può fare a meno di Fi: “Dal Molise parte un segnale nazionale importante: il centrodestra unito ha la capacità di raccogliere il consenso degli italiani per guidare le regioni ed il Paese. Il messaggio degli elettori è stato chiaro, ora dobbiamo impegnarci con tutte le nostre energie per ripetere lo stesso successo in Friuli”.

A ribadire il concetto con una nota a fine serata è la presidente dei senatori forzisti, Anna Maria Bernini: “Abbiamo rispetto per la decisione del presidente della Repubblica, ma altrettanto rispettosamente dobbiamo sottolineare di trovare la prospettiva” di un incarico limitato a un’alleanza Pd-M5S “non condivisibile. Riteniamo infatti che un governo non possa prescindere dal risultato elettorale del 4 marzo”. Il Cav tiene il punto ribadendo che vuol restare della partita con qualsiasi formula e sotto sotto, riferiscono, continuerebbe a scommettere su un governissimo con tutti dentro.

Meloni, che ancora non ha deciso se seguire la linea salviniana o quella berlusconiana, cerca di ritagliarsi un suo spazio mediano e avverte: ”Se, come immaginiamo, dovesse fallire” l’accordo tra grillini e Dem, “allora si torni alla proposta iniziale di Fratelli d’Italia: incarico al centrodestra per cercare in Parlamento una maggioranza su punti di programma qualificanti ai quali non si possa dire di no. Una strada che, se fosse stata percorsa sin dall’inizio, ci avrebbe probabilmente evitato settimane di balletti incomprensibili agli italiani”.


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