Marina Berlusconi: “Bolloré come Attila”  

Scritto da il 23 aprile 2018

Marina Berlusconi: Bolloré come Attila

Pubblicato il: 24/04/2018 19:42

Un Attila che però, a differenza del più famoso re degli Unni, non è riuscito a creare un impero altrettanto grande. Affatto. Così Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, di Arnoldo Mondadori Editore e consigliere di amministrazione di Mediaset, dipinge il finanziere bretone Vincent Bolloré, a capo del gruppo Bolloré di cui fa parte Vivendi, a sua volta azionista di Mediaset con il 28,8% del capitale sociale, di cui senza voto il 19,1%, (e di Tim con il 23,9%). Un’immagine che la dice lunga dei rapporti tra il Biscione e Vivendi. Di contatti non ce ne sono più. Solo cause legali in corso. “I contatti che c’erano” con il gruppo francese, “e che erano tra i legali, si sono interrotti ormai da tempo. L’unica cosa che sta andando avanti e che andrà avanti fino in fondo sono le cause legali” spiega.

Non le manda a dire la primogenita di Silvio Berlusconi che, a margine dell’assemblea di Mondadori a Segrate, spera “come è giusto che sia, che venga riconosciuto il nostro sacrosanto diritto di essere risarciti del danno enorme che ci hanno creato con un clamoroso voltafaccia su un accordo vincolante”. Oggetto del contendere la rottura dell’accordo decisa unilateralmente dal gruppo del finanziere francese con Mediaset in relazione alla cessione di Premium. Finita in tribunale con una richiesta di risarcimento da parte del gruppo Berlusconi di tre miliardi di euro (la prossima udienza davanti al giudice Vincenzo Perozziello è in calendario il 23 ottobre).

Ma in attesa di novità su questo fronte, Mediaset trova sollievo dall’accordo recentemente siglato con Sky. I canali di Mediaset Premium, cinema e serie tv, saranno visibili anche sulla piattaforma satellitare del gruppo Murdoch. Fieno fresco per le casse del Biscione e altro ne potrebbe arrivare dalla vendita in futuro di contenuti a Tim. “Quello con Sky è un accordo commerciale non in esclusiva, quindi è possibile che ci siano trattative anche con Tim per la vendita dei contenuti”. Negoziati confermati oggi dallo stesso amministratore delegato di Tim, Amos Genish, che in occasione dell’assemblea dei soci ha parlato di discussioni “avanzate” per un nuovo accordo sui contenuti.

Ma agli onori delle cronache oggi ci è finito soprattutto Bolloré: di questa mattina la notizia che fosse in stato di fermo a Nanterre, alle porte di Parigi, nell’ambito di una inchiesta per presunte tangenti pagate in Africa per contratti portuali. Una vicenda che il numero uno di Fininvest non vuole commentare: “Preferisco di no, perché è una vicenda che non conosco” taglia corto, senza infierire. Marina Berlusconi interviene invece su un’altra partita, quella tra Tim e Vivendi, dove Bolloré rischia di perdere il controllo della compagnia di telecomunicazioni in occasione della assemblea del prossimo 4 maggio, quando si voterà il rinnovo del cda.

E il fondo americano Elliott, che nel frattempo è salito nel capitale e che gode del sostegno dei fondi, potrebbe averla vinta su Vivendi e conquistare la maggioranza dei posti in cda. “Su Tim – dice il presidente di Fininvest – non abbiamo un auspicio. Quello che posso dire è che il signor Bolloré non si è smentito neppure nel modo in cui si è comportato anche in Tim, perché ha usato la delicatezza e la compostezza di Attila”.

“Soltanto che Attila, poi, un impero enorme era riuscito a crearlo. Di loro abbiamo visto tutti molto bene e toccato con mano quella che è l’arroganza e la spregiudicatezza, anche perché non fanno nulla per nasconderle” fa notare marina Berlusconi. Invece, “quello che nascondono davvero molto bene è il pensiero strategico che sta dietro ai loro comportamenti e lo fanno talmente bene che a volte viene persino da chiedersi se esista davvero – chiosa – il pensiero strategico”.


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