Italia penultima in Ue per giovani laureati  

Scritto da il 24 aprile 2018

Italia penultima in Ue per giovani laureati

Foto di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 25/04/2018 12:56

Il capitale umano scarseggia. L’Italia è il penultimo Paese dell’Unione Europea per la percentuale di persone tra i 30 e i 34 anni di età che hanno completato la loro educazione terziaria (hanno cioè una laurea o un titolo equivalente), al 26,9% nel 2017. Secondo dati Eurostat diffusi oggi, solo la Romania è più indietro, ma neanche di tanto, al 26,3%. Il nostro Paese partiva comunque da una percentuale molto bassa nel 2002, il 13,1%, e ha raggiunto e superato l’obiettivo al 2020 (il 26%; quello Ue è il 40%).

Tuttavia, ci sono Paesi, come la Repubblica Ceca, che hanno fatto di meglio: partiva dal 12,6%, ma oggi è al 34,2%, oltre 7 punti avanti a noi. L’Italia ha raddoppiato la sua percentuale, ma la Romania l’ha quasi triplicata: nel 2002 solo il 9,1% dei 30-34enni rumeni aveva completato la propria istruzione terziaria, oggi la percentuale è del 26,3%. Di questo passo, è probabile che l’Italia venga superata e si ritrovi ultima nell’Ue.

La media Ue dei 30-34enni laureati è del 39,9%, praticamente allineata al target al 2020 (40%). In Italia il problema non sono tanto le donne, laureate o simili al 34,1%, quanto gli uomini, che non arrivano al 20%: solo il 19,8% dei 30-34enni ha una laurea o un titolo equivalente, meno di uno su cinque. Gli uomini italiani di questa fascia d’età sono in assoluto i meno istruiti d’Europa: i secondi sono i croati, comunque al 22,1%.

Ci salvano le donne, che hanno ben più che raddoppiato la loro percentuale rispetto alla situazione del 2002, quando era al 14,2%; i maschi, invece, sono passati in quindici anni solo dal 12% al 19,8%. In molti Paesi Ue, comunque il differenziale tra maschi e femmine è ampio. I più istruiti in assoluto sono i 30-34enni e le 30-34enni della Lituania, al 58%. Seguono i ciprioti (55,8%), gli irlandesi (53,5%) e i lussemburghesi (52,7%).

Tra i grandi Paesi, la Germania è al 34%, ben lontana dal target al 42% al 2020; la Francia al 44,3% (obiettivo al 50% nel 2020), la Spagna al 41,2% (target al 44%) e il Regno Unito al 48,3% (non c’è target, perché nel 2020 saranno fuori dall’Ue).

In Italia, infine, è piuttosto alta, rispetto al resto dei Paesi Ue, la percentuale degli ‘early leavers’, cioè i 18-24enni con almeno la terza media che non stanno frequentando scuole o corsi di formazione: sono il 14%, e anche qui le ragazze (11,2%) fanno meglio dei maschi (16,6%). Il Paese con la percentuale di abbandoni maggiore è Malta (18,6%), quello con la percentuale minore la Croazia (3,1%).


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